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Anna Göldi l’ultima donna condannata per stregoneria

Anna Göldi l'ultima strega

Anna Göldi è stata l’ultima donna in Europa giustiziata per stregoneria, venne decapitata il 13 giugno 1782.

Una storia triste, fatta di disagio, disobbedienza, libertà femminile punita con la peggiore delle pene, la morte. Era una donna testarda e tenace, con un carattere infuocato e passionale, troppo indipendente per i bigotti dell’epoca.

Anna Göldi nacque in una famiglia caduta in povertà il 14 ottobre 1734 nel distretto di Sax, all’epoca parte del Canton Zurigo. Era la quarta di otto figli. A 15 anni già lavorava come domestica. Di indole ribelle e non convenzionale, ebbe una relazione con un mercenario che la mise incinta e l’abbandonò. Il suo bambino, la prima notte dopo il parto, morì soffocato nella culla.

Sebbene a quei tempi la mortalità infantile fosse molto diffusa, la donna venne accusata di aver ucciso il figlio. Le furono dati gli arresti domiciliari, che Anna violò, scappando a Glarona, dove vigeva un’altra giurisdizione.

Trovò lavoro presso la famiglia Zwicky, dove si innamorò del figliò del padrone, Melchior, un giovane medico di undici anni più giovane di lei. Dalla loro storia nacque un figlio che fu strappato via alla madre quando alla coppia venne impedito di sposarsi a causa delle loro differenze sociali.

Ma Anna Göldi, malgrado le batoste della vita, continuava a rimettersi in piedi e proseguire.

Nel 1780, cominciò a lavorare come domestica nella casa del giudice e medico Johann Jakob Tschudi Elmer. Venne accusata di aver stregato il cibo della loro figlia di 7 anni. Fu subito licenziata e allontanata, la bambina, però, continuò ad avere strane convulsioni e si trovavano spilli nel suo cibo. Per cercarla, vennero affissi dalle autorità di Glarona, dei manifesti con un’ingente ricompensa.

Anna Göldi venne arrestata e la gente, convinta della sua colpa, pretendeva da lei che togliesse il malocchio alla piccola. La donna incontrò la piccola  che, dopo qualche massaggio, ricominciò a camminare e smise di vomitare gli spilli. Questa “guarigione” fu ritenuta una prova del fatto che lei fosse una strega.

Venne rinchiusa in prigione e sottoposta a interrogatori e torture. Fino all’ultimo si proclamò innocente.

Il dottor Tschudi, suo principale accusatore e uomo molto influente, smosse tutte le sue conoscenze per farla condannare. Nonostante non ci fossero prove né basi razionali per supportare il sospetto, il 6 giugno il consiglio evangelico glaronese con 32 voti contro 30 la giudicò colpevole e la mandò alla ghigliottina.

La condanna di Anna Göldi fu un verdetto straordinario per l’Europa di quel tempo dove l’Illuminismo era arrivato anche alle comunità rurali e la gente aveva rinunciato già da anni alla superstizione, in particolare le classi superiori e più colte.

Ma la notorietà e la posizione sociale dell’accusatore fecero sì che la donna venisse processata in fretta, senza prove, e giustiziata per stregoneria.

Molto probabilmente Johann Jakob Tschudi voleva semplicemente sbarazzarsi di lei, perché avevano avuto una relazione, che se fosse stata scoperta, avrebbe provocato scandalo e minato la sua reputazione.

Dopo il processo, infatti, come prima cosa pretese un documento ufficiale che confermasse che lui non l’aveva mai toccata.

O forse all’uomo non piaceva la mente indipendente di questa donna determinata che non avrebbe tardato, in caso di controversia, a trovare persone per sostenerla.

La storia di Anna Göldi è stata materia controversa nel cantone svizzero per due secoli. Nel 2007, è stata ufficialmente riabilitata e dichiarata innocente a pieno titolo.

Nel 2017 a Ennenda le è stato dedicato un museo,  un musical e varie opere teatrali.

Anna Göldi, donna indomabile condannata per il suo spirito libero continua a ispirare.

 

#unadonnalgiorno

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