Ribelle, irrefrenabile e ingestibile, si può ascrivere tra le prorompenti figure femminili messicane insieme a Tina Modotti, Frida Kahlo, Nellie Campobello e Maria Cortesa.
La sua storia, completamente dimenticata, è tornata in auge grazie a Pino Cacucci col libro intitolato Nahui, del 2019.
Il personaggio straordinario di questa donna, poi caduta nell’oblio, dona forma e ritmo a una grande storia di anime in rivolta contro il mondo e contro se stesse, anime dentro e fuori la storia che hanno accarezzato un sogno di libertà così alto da essere imprendibile.
“Sono un essere incompreso che affoga nel vulcano delle passioni.
Cammino lentamente nell’aria elastica di un mondo affascinante e terrificante, ma sono autentica in tutto ciò che faccio e dico.
Sono sempre presente. Eppure nessuno mi vede.
Sono consapevole delle emozioni che provo, anche le più travolgenti. Eppure tutti si prendono gioco di me.
Si sono persi nel mare verde dei miei occhi e si sono dimenticati di andare in profondità.
Sono destinata a morire d’amore, sola.
Mi hanno negato di essere bambina, circondandomi di regole, come se si potesse imprigionare una tigre.
Ho buttato giù l’infanzia con un bicchiere di tequila e ora seguo solo il mio corpo. Unica guida saggia e affidabile.
Non ho mai smesso di credere in me stessa, non ho mai smesso di farmi condurre dall’amore, non ho mai smesso di ricercare o di studiare. E mai smetterò di vivere.
Rimarranno le mie poesie, i miei dipinti, i miei spartiti musicali.
Rimarrà la leggenda della donna messicana con gli occhi più belli di tutto l’universo.
Rimarrò io, nei ricordi, forse, di qualcuno.”
#unadonnalgiorno















