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Katherine Johnson, una donna che ha cambiato la storia dell’umanità

Katherine Johnson ha calcolato la traiettoria dell’Apollo 11 nel suo primo volo sulla luna.

Nella mia vita ho contato tutto. Ho contato i passi per la strada, i passi fino alla chiesa, il numero di piatti e posate che lavavo alla fine di ogni pasto. Tutto ciò che poteva essere contato, io l’ho contato.

Katherine Johnson è una di quelle donne che hanno cambiato la storia dell’umanità.

È stata la matematica, informatica e fisica statunitense, che ha contribuito, con i suoi calcoli, a lanciare la corsa nello spazio, lavorando per la Nasa.

Ha calcolato la traiettoria dell’Apollo 11 nel suo primo volo sulla luna, nel 1969.

Il suo lavoro è stato fondamentale all’aeronautica statunitense e ai programmi spaziali della Nasa, dove ha lavorato per 33 anni, sfidando razzismo e sessismo.

La sfida per emergere è iniziata da subito, già da bambina aveva dimostrato una particolare inclinazione al calcolo. Fu solo grazie alla tenacia dei suoi genitori, che ha potuto continuare. Fu mandata a studiare in un’altra contea a causa delle leggi razziali, selezionata tra tre studenti afroamericani, unica donna, per integrare la scuola di specializzazione, dopo la sentenza della Corte Suprema del Missouri del 1938, in cui si affermava che gli stati che fornivano una scuola a studenti bianchi, dovevano fornire un’istruzione statale analoga anche agli studenti neri.

Nel 1953 le fu offerto un lavoro alla Nasa e  divenne una delle prime donne afroamericane del Dipartimento di Guida e Navigazione.

Dal 1953 al 1958, si occupò di calcolo nel programma di ricerca per l’attenuazione degli effetti delle raffiche di vento sugli aeromobili.

Faceva parte della squadra di calcolo, formata interamente da donne afroamericane identificate come ”calcolatori di colore”, continuamente soggette a discriminazione razziale, obbligate a lavorare, pranzare e usare i servizi igienici separati dai loro colleghi bianchi.

Dal 1958 fino alla pensione, nel 1986, Katherine ha lavorato come ingegnera aerospaziale. Ha calcolato, nel 1959, la traiettoria per il primo volo spaziale con equipaggio, poi assegnato a Alan Shepard, e ha anche calcolato la finestra di lancio per la missione Mercury del 1961. Ha tracciato diagrammi di backup di navigazione per gli astronauti in caso di guasto elettronico.

Nel 1962, quando la Nasa ha utilizzato, per la prima volta, i calcolatori elettronici per il volo orbitale con la Mercury Friendship 7, viene richiesto a Johnson di verificare a mano i calcoli del computer, poiché uno degli astronauti della missione, John Glenn, si rifiutava di volare a meno che la stessa Johnson non li confermasse.

La sua capacità e reputazione per la precisione le hanno visto assegnare il calcolo della traiettoria per la missione del 1969 dell’Apollo 11, con lo sbarco dell’uomo sulla Luna.

Nel 1970, ha lavorato al programma di Apollo 13 e una volta che la missione è stata interrotta ha aiutato l’equipaggio a tornare sano e salvo sulla Terra. Dalla fine degli anni ’70, ha lavorato anche al programma Space Shuttle, all’Earth Resources Satellite e ai piani per una missione su Marte.

Nel 2015 il presidente degli Usa, Barack Obama, l’ha insignita della Medal of Freedom, la più alta onorificenza civile negli Usa.

Il 5 maggio 2016, il nuovo impianto Katherine G. Johnson Computational Research le è stato formalmente dedicato alla Langley Research Center a Hampton, in Virginia.

La sua storia è stata raccontata in un film “Il diritto di contare” (Hidden Figures, 2016), film diretto da Theordore Melfi e tratto dall’omonimo romanzo di Margot Lee Shetterly.

Che consiglio di vedere, in caso ve lo siate perso.

#unadonnalgiorno

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