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Marina Nemat

Marina Nemat
Photo by Marco Secchi/Getty Images

Se non mi fossi impegnata a testimoniare la mia storia, la vita non avrebbe avuto nessun valore

Marina Nemat, scrittrice iraniana, è autrice di Prigioniera di Teheran e Dopo Teheran: Una vita ritrovata e di Padrona del collegio persiano.

Ha ricevuto diversi premi e tenuto conferenze e convegni in tutto il mondo. Insegna scrittura di memorie presso la School of Continuing Studies dell’Università di Toronto.

Nata a Teheran il 22 aprile 1965, è cresciuta in una famiglia legata alla tradizione della Chiesa ortodossa russa, in un contesto in cui le influenze culturali occidentali convivevano con la poesia persiana.

Ha vissuto la sua infanzia sotto la dittatura dello Scià, che, almeno nella vita privata, dava spazio a una libertà che oggi può sembrare sorprendente e permetteva alle giovani come lei di immaginare il futuro senza paura.

Quell’equilibrio si è spezzato con la Rivoluzione del 1979. Le promesse di libertà e democrazia avanzate da Ruhollah Khomeini si trasformarono rapidamente in un sistema repressivo con una trasformazione graduale e inesorabile, prima la censura, poi i divieti, infine l’imposizione dell’hijab e la repressione del dissenso. Era ancora un’adolescente quando ha compreso sulla sua pelle che la sua vita, come quella di milioni di connazionali, stava cambiando radicalmente.

A soli sedici anni, il 15 gennaio 1982, venne arrestata per aver partecipato a una protesta studentesca e condotta nel carcere di carcere di Evin, diventato simbolo della repressione politica.

Ha subito interrogatori, torture fisiche e psicologiche, prima di essere condannata a morte. La sua esperienza, come lei stessa ha raccontato, rivela un sistema in cui la violenza non è un mezzo per ottenere informazioni, ma uno strumento per spezzare l’identità delle persone.

Nel carcere, la sua condanna venne commutata in ergastolo ma a un prezzo altissimo: è stata costretta a sposare uno dei suoi carcerieri, in una forma di coercizione che lei stessa definirà senza ambiguità come uno stupro legalizzato. La relazione fra i due fu interrotta violentemente quando questi venne ucciso a colpi d’arma da fuoco da altri rivoluzionari suoi rivali.

Dopo due anni e due mesi, venne rilasciata, ma la libertà non ha coinciso con la fine della prigionia. Il silenzio, suo e della sua famiglia, è stato un’altra forma di reclusione.

Per anni si è sforzata di dimenticare, finché non ha compreso che il passato non può essere cancellato.

Trasferitasi in Canada, dove oggi vive e insegna scrittura presso l’Università di Toronto, ha trovato nella parola scritta uno strumento di sopravvivenza e di responsabilità.

Nel 2007 ha pubblicato Prigioniera di Teheran, un memoir che racconta la sua esperienza nel carcere di Evin e che è stato tradotto in trenta paesi. Il libro non è solo un racconto personale, ma un documento collettivo, una voce che restituisce dignità alle migliaia di giovani imprigionati, torturati e uccisi negli anni successivi alla rivoluzione.

A questo segue Dopo Teheran: Una vita ritrovata, in cui affronta il difficile percorso di ricostruzione della propria identità, segnato dal senso di colpa di chi, come lei, è sopravvissuta e dalla necessità di rompere il silenzio. Una scrittura che non è solo testimonianza, ma ponte tra culture, generazioni e storie diverse.

Nel 2026 è prevista l’uscita di Padrona del collegio persiano, un’opera che si ispira alla storia familiare e amplia il suo sguardo dalla memoria personale alla dimensione storica e collettiva.

Rivendicando il diritto alla memoria come forma di resistenza, unisce il racconto individuale a una riflessione universale. La sua narrazione mostra come le dittature si costruiscano lentamente, come il male possa insinuarsi nelle strutture quotidiane e come il silenzio possa diventare complice.

Considera l’esercizio della scrittura un atto necessario per dare voce a chi non può più parlare, rompere il silenzio imposto dalla paura e trasformare il dolore in consapevolezza.

Il silenzio è la peggiore prigione che possa esistere

 

 

 

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