Michelina Di Cesare, in quanto donna, aveva subito una dura campagna denigratoria sottoposta al giudizio inappellabile delle cronache del tempo che erano spietate nel giudicare coloro che trasgredivano alle leggi e a quelle, non scritte, dei comportamenti di genere. Un brigante era un nemico dello stato, una brigantessa era anche una nemica della morale, una persona immonda, il cui corpo che non ha meritato rispetto neppure dopo la morte.
Erano circolate anche immagini guerresche, con lei che indossa il costume tradizionale, lo sguardo minaccioso e il fucile a fianco. Si tratta, in realtà, di falsi postumi realizzati con modelle negli studi Alinari di Firenze.
La sua storia ha ispirato libri, film e spettacoli. Definita un’Antigone contadina da Monica Mazzitelli che ne ha scritto una biografia, è stata una guerriera ha rifiutato l’ordine costituito per obbedire unicamente alle leggi del bisogno e dei sentimenti.















