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Nadia Boulanger

Nadia Boulanger
Photo by Erich Auerbach/Hulton Archive/Getty Images

Senza disciplina non può esistere libertà. Una grande opera nasce sempre da una combinazione di obbedienza e libertà.

Nadia Boulanger, organista, compositrice e direttrice d’orchestra, è stata una delle insegnanti di musica più influenti del Novecento. Ha formato intere generazioni di compositrici e compositori su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Nata col nome di Juliette Nadia Boulanger il 16 settembre 1887 a Parigi, era figlia della principessa russa Raïssa Myshetskaya e del compositore francese Ernest Boulanger, vincitore del Prix de Rome. I due si erano conosciuti a San Pietroburgo, dove la giovane principessa studiava canto, e si erano sposati nel 1877.

Eccezionalmente dotata per la musica, a soli nove anni era entrata al Conservatorio di Parigi, un luogo dove la presenza femminile era una grande rarità perché scarse erano le possibilità di costruire una carriera. In pochi anni aveva ottenuto i primi premi in armonia, organo, accompagnamento al pianoforte e fuga ed era entrata presto a far parte del cosiddetto Gruppo di Fauré, con Ravel, Cortot, Ducasse, Enescu, teneva concerti, iniziava a dare lezioni a ragazzini coetanei e dal 1903 sostituiva Fauré come organista alla Madeleine.

Dopo aver tentato per quattro volte il Prix de Rome, il più prestigioso concorso di composizione francese, nel 1908 aveva ottenuto il secondo Grand Prix, con una cantata, La Sirène, giudicata troppo audace per aver sostituito la fuga vocale prevista con una fuga strumentale.

Sua sorella minore, Lili Boulanger, aveva invece vinto lo stesso premio nel 1913, prima donna nella storia del concorso, distinguendosi come una fra le compositrici più originali della propria generazione prima di spegnersi nel 1918, a soli ventiquattro anni, per le conseguenze di una malattia cronica.

Dopo quel lutto, Nadia Boulanger aveva abbandonato quasi del tutto la composizione per dedicarsi all’insegnamento e alla cura della memoria della sorella.

Aveva cominciato a insegnare già nel 1904, ancora diciassettenne, nella casa di famiglia di rue Ballu. Aveva proseguito poi al Conservatoire Femina-Musica, all’École Normale de Musique e, dal 1921, al Conservatoire Américain de Fontainebleau, di cui sarebbe diventata direttrice nel 1953.

In oltre settant’anni di insegnamento ha formato più di duecentocinquanta allieve e allievi, tra cui Aaron Copland, Astor Piazzolla, Philip Glass, Quincy Jones, Michel Legrand, Daniel Barenboim e Elliott Carter.

«Le note sbagliate si possono perdonare, la musica falsa no», era solita ripetere.

Pioniera sul podio, nel 1937 è stata la prima donna a dirigere un intero concerto della Royal Philharmonic Society di Londra, e l’anno successivo la prima a dirigere la Boston Symphony Orchestra, per cui aveva diretto la prima mondiale del Dumbarton Oaks Concerto di Stravinskij.

Nel 1939 aveva diretto anche la New York Philharmonic Orchestra alla Carnegie Hall, la Philadelphia Orchestra e la National Symphony Orchestra di Washington.

Ha dedicato la sua intera esistenza alla musica e all’insegnamento ed è rimasta fedele, per tutta la vita, alla memoria della sorella morta troppo presto. Aveva conservato la sua stanza come un santuario, e sembrava aver messo ogni traguardo successivo — l’insegnamento, la bacchetta, gli allievi diventati protagonisti della musica del secolo — al servizio di quel lutto mai del tutto elaborato, prima ancora che della propria carriera.

Si è spenta a Parigi il 22 ottobre 1979, all’età di novantadue anni, aveva continuato a insegnare quasi fino all’ultimo giorno.

Pongo questo nuovo anno davanti a te, mia piccola amata Lili — possa vedermi compiere il mio dovere verso di te, perché sia meno terribile per nostra madre e perché io cerchi di assomigliarti.

 

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