La vie a de longues jambes et elle ne tient qu’à un fil.
Definita la regina dell’alta moda del Senegal, Oumou Sy è molto più di una stilista. È un potente simbolo dell’Africa contemporanea, sospesa tra memoria e futuro, tradizione e sperimentazione, artigianato e innovazione digitale.
Custode del sapere ancestrale, fonde moda, cinema, educazione e impegno sociale in un unico, potente linguaggio.
Nata il 7 marzo 1952 a Podor, in un villaggio poverissimo del Senegal, ha iniziato a soli sei anni ad assemblare scampoli di tessuto, dopo aver ricevuto dalla madre la sua prima macchina da cucire. A tredici anni è già una piccola imprenditrice: apre il suo primo negozio, Bagatelle Couture, a Saint-Louis, dando forma a creazioni di sorprendente originalità.
La sua è una storia di determinazione radicale. A nove anni rifiuta un matrimonio combinato dalla famiglia. Cresce in un contesto in cui il padre, musulmano, non vuole che studi. Lei stessa dichiara di non sapere né leggere né scrivere. Eppure, da autodidatta, è diventata una pioniera dell’innovazione culturale e tecnologica in Senegal.
Le sue sfilate sono esperienze immersive. Le modelle indossano copricapi da cui pendono piccole zucche o lucenti CD, sono adornate con piume, conchiglie, bacche, liane, seta, raso e vetro. Le sue creazioni mescolano bogolan pesanti e garze impalpabili, flora locale e suggestioni fantascientifiche.
Il suo design è una rivisitazione ironica e spesso trasgressiva dell’alta moda europea, con una forza narrativa profondamente radicata nella tradizione. Ne emerge una femminilità giocosa, sovversiva, libera.
Non è solo moda: è un linguaggio universale capace di evocare antiche epopee pur senza riferimenti libreschi. Una creatività istintiva, pura, che trascende i codici accademici.
Il suo talento ha trovato un terreno fertile nel cinema africano. Nel 1990, ha esordito realizzando i costumi del film La nuit de la décennie del regista tunisino Brahim Babai.
Successivamente, con Djibril Diop Mambéty è nata una collaborazione memorabile. Per il film Hyènes (Iene), ispirato a La visita della vecchia signora, ha creato costumi visionari che hanno contribuito a trasformare la pellicola in un’opera di potente critica all’ordine economico post-coloniale.
Nel 2007 è entrata nel West African Dream Team disegnando i costumi per l’opera Bintou Were dell’Opéra du Sahel, su musica di Wasis Diop.
Ha inoltre creato i guardaroba per icone della musica senegalese come Baaba Maal e Youssou N’Dour.
Ha inventato il Carnevale di Dakar e fondato Metissacana, il primo Cyber Café dell’Africa Occidentale, che aveva l’obiettivo rivoluzionario di rendere Internet accessibile anche a chi non ha mai frequentato la scuola.
Per democratizzare la tecnologia, ha immaginato un sistema che leggeva ad alta voce i messaggi ricevuti e trascriveva le risposte, proprio come con la posta tradizionale. Sebbene il progetto sia stato costretto a chiudere per difficoltà economiche, rimane pionieristico e visionario.
Oumou Sy ha insegnato all’École des Beaux-Arts di Dakar, a Ginevra e Milano, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di artisti e stilisti. Nella Medina di Dakar il suo laboratorio accoglie soprattutto studentesse spesso provenienti da contesti difficili.
Ha fondato Leydi, centro di formazione dedicato a moda e arte del costume, che integra tecniche tradizionali con contaminazioni occidentali. Il suo obiettivo non è solo insegnare un mestiere, ma coltivare talento, libertà e autonomia professionale.
È una manager affermata a livello internazionale che invece di accumulare ricchezze, preferisce aiutare registi africani con scarse risorse economiche e sostenere giovani donne cresciute in povertà per garantire loro l’indipendenza.
Nel 1998 ha ricevuto il Principal Prince Claus Award dalla Prince Claus Fund di Amsterdam. Nel 2000 ha rappresentato la moda africana all’Esposizione Universale di Hannover ed è stata nominata Urban Hero.
Ha ricevuto il premio RFI Net Africa a Yaoundé e sfilato in città come Dakar, Milano, Berlino, Parigi, Londra, New York e Ginevra.
Le sue creazioni sono state esposte in istituzioni prestigiose come il Vitra Design Museum, il Guggenheim, lo Smithsonian, il Wereldmuseum, il Kindermuseum e la Kunsthalle di Vienna oltre a far parte della collezione permanente del Musée Des Civilisations Noires.
Autodidatta, visionaria, attivista culturale, pioniera digitale, imprenditrice, costumista e insegnante: Oumou Sy ha trasformato la moda in un atto politico e poetico, capace di parlare al mondo intero.















