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Pia Nalli

Pia Nalli

Pia Maria Nalli è stata la prima donna in Italia a ottenere una cattedra di matematica all’università.

Ha dedicato la sua vita allo studio e alla ricerca, fronteggiando pregiudizi e ostacoli dovuti a un sistema che la discriminava per il suo genere.

Ha visto la luce a Palermo, il 10 febbraio 1886, quarta di sette figli e figlie di Carmela Fazello e Giovanni Nalli, in una famiglia della piccola borghesia che capiva l’importanza della cultura e incoraggiava la frequentazione della scuola per maschi e femmine.

Da giovane pensava di diventare una maestra, ma dopo un brillante percorso universitario che l’aveva vista laurearsi a 23 anni, nel 1910, con la stima dei suoi docenti, soprattutto del suo relatore Giuseppe Bagnera, di cui divenne assistente, le aspirazioni cambiarono.

L’inizio della sua produzione scientifica risale al 1911, anno in cui ha pubblicato sui Rendiconti del circolo matematico di Palermo, due studi di geometria algebrica e due note che avevano per oggetto la definizione del dominio del piano limitato da una curva di Jordan semplice e chiusa.

Per problemi economici, per qualche anno ha insegnato in diverse scuole superiori, Avellino, Trapani e poi Palermo.

Senza mai abbandonare la ricerca, i suoi studi sull’analisi della teoria dell’integrale, campo di studio allora di recente acquisizione, le valsero, nel 1914, la libera docenza conseguita con una monografia dal titolo Esposizione e confronto critico delle diverse definizioni proposte per l’integrale definito di una funzione limitata o no, in cui aveva rielaborato la materia in modo originale, fecondo e critico in virtù dei nuovi metodi di cui si era impadronita a fondo. 

Nel 1921 ha partecipato a un concorso per la cattedra di analisi infinitesimale dell’Università di Cagliari, unica donna tra gli otto partecipanti, classificandosi seconda. I componenti della commissione giudicatrice la definirono mente robusta, dotata di non comune spirito critico, che sdegna le facili ricerche.

In attesa dell’approvazione degli atti del concorso ottenne l’incarico di analisi superiore e calcolo presso l’Università di Catania. Contrariamente alle consolidate consuetudini e contro ogni logica, il primo classificato venne assegnato a Catania e lei a Cagliari, nella lontana Sardegna, dove si era sentita come in esilio, come scrisse in alcune lettere.

Senza perdersi d’animo, aveva partecipato a tutti i concorsi per cui aveva i titoli. Nel 1922, si era classificata terza per la cattedra di analisi infinitesimale all’Università di Modena e, nel 1925, era arrivata prima presso l’Università di Pavia, che però non le venne assegnata, forse a causa di una segnalazione anonima che l’aveva accusata pretestuosamente di occuparsi più di politica che di didattica. Nel 1926, aveva partecipato al concorso per analisi algebrica all’Università di Catania e all’Università di Firenze, classificandosi seconda.

Era rimasta, così, a insegnare Analisi all’Università di Cagliari fino al 1927, prima di trasferirsi a Catania nella cattedra di Analisi algebrica. Nella città etnea ha insegnato anche analisi superiore fino al 1933, analisi infinitesimale dal 1936 al 1942, anno in cui ebbe la libera docenza di teoria delle funzioni dopo aver conseguito già una libera docenza nel 1927-28 in geometria superiore.

Ha concluso la carriera universitaria il 31 ottobre 1956.

Pia Nalli è stata un talento nel campo della matematica, eppure in campo istituzionale e accademico, non ha mai ricevuto riconoscimenti adeguati al valore della sua produzione scientifica, non è stata mai eletta tra i soci di nessuna accademia o chiamata a far parte di una commissione di concorso universitaria o investita di qualche autorevole incarico.

Occupandosi, dal 1928, quasi esclusivamente di calcolo differenziale assoluto, ha dato vita importanti memorie pubblicate sui Rendiconti dell’Accademia dei Lincei.

Ha pubblicato monografie fino al 1952 ed è stata mentore di importanti studiosi.

Questa donna stravagante, dal temperamento intransigente, incapace di qualsiasi compromesso, si è spenta a Catania il 27 settembre 1964.

Una vita dedicata alla matematica, il suo unico amore, in cui ha combattuto una battaglia solitaria contro le discriminazioni e il maschilismo accademico imperante a cui ha sempre risposto in maniera puntuale e pungente.

Non mi rimane che aspettare giustizia dal tempo, che si è dimostrato mio buon amico in tante altre occasioni, così scriveva nel 1926.

A lei sono oggi intitolate due strade, a Roma e nella città dove per tanti anni ha sperato invano di insegnare, Palermo.

 

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