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Ubah Cristina Ali Farah

Ubah Cristina Ali Farah scrittrice

Ubah Cristina Ali Farah è una scrittrice e poetessa.

Attenta alle dinamiche migratorie e all’educazione interculturale, la sua narrazione è soprattutto dedicata alle seconde generazioni. Figli e figlie di persone immigrate sono la sua visuale preferita per osservare quei fenomeni perturbanti che agitano e scompongono le logiche e le dinamiche delle nostre società.

Nata a Verona il 29 maggio 1973 da padre somalo e madre italiana, è cresciuta a Mogadiscio, dove è rimasta fino al 1991, quando è scoppiata la guerra civile. Dopo alcuni anni trascorsi in Ungheria è tornata in Italia. Attualmente vive a Bruxelles.

Nel 2001 si è laureata in Lettere presso l’Università La Sapienza. Ha svolto un dottorato di ricerca di Africanistica sul teatro popolare somalo all’Università l’Orientale di Napoli.

Il suo primo racconto Interamente, è stato pubblicato nel 2003 su El Ghibli, rivista e importante piattaforma di discussione dedicata alla letteratura della diaspora.

Nel 2006 ha vinto il Concorso Nazionale Letterario Lingua Madre alla Fiera del Libro di Torino.

Il suo romanzo d’esordio Madre piccola si è aggiudicato il Premio Elio Vittorini, nel 2008.

Collabora con numerose testate come la Repubblica, Internazionale, Liberazione, Nigrizia e Carta.

È responsabile dell’organizzazione di vari eventi letterari. In Italia i suoi racconti e poesie vengono pubblicati in diverse antologie e riviste.

Ha partecipato come scrittrice in residenza all’University of Iowa’s International Writing Program (2017), MEET (Maison des Écrivains Étrangers et des Traducteurs 2018), Art Omi (2018), Civitella Ranieri Foundation (2019) e La Marelle (2019).

Nel 2018 ha lavorato alla riscrittura dell’Antigone diretta da Giuseppe Massa a Palermo e al libretto dell’opera comunitaria Silent City per Matera 2019, con musiche composte da Nigel Osborne.

È autrice dell’ekphrasis La danza dell’orice  ispirata a un’opera dell’artista keniana Wangechi Mutu.

Nel 2020 è stata artista residente allo STIAS (Stellenbosch Institute of Advanced Studies) in Sudafrica. Nello stesso anno è uscita una sua antologia bilingue (italiano e francese) di racconti “Un sambouk traverse la mer“.

Il suo ultimo romanzo, del 2021, è Le stazioni della luna che fa luce su un periodo poco conosciuto della storia della Somalia, quando era una colonia italiana.

Attualmente lavora al progetto Oral history for peace building con l’UNDP in Somalia.

 

#unadonnalgiorno

 

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