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Milva la Rossa

Milva la Rossa

È stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. 

Milva, cantante, attrice e performer italiana, ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo. Conosciuta come ‘la Rossa’ per il colore dei suoi capelli e le sue idee politiche.

Ad oggi detiene il record di artista italiana con il maggior numero di album realizzati in assoluto: 173 tra album, tra registrazioni in studio, live e raccolte di cui 39 per il solo mercato italiano e 126 singoli. Ha pubblicato con successo dischi anche in Francia, Giappone, Corea del Sud, Grecia, Spagna, Russia e Sud America. Ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo.

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher, passando per la musica di Franco Battiato, adorata da Astor Piazzolla, ha interpretato le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi e tanto altro.

È l’unica artista italiana a essere stata: Ufficiale dell’Ordre des arts et des lettres (1995), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania (2006), Commendatrice dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2007) e Cavaliera della Legion d’onore della Repubblica Francese (2009).

Nata con il nome di Maria Ilva Biolcati, in un piccolo paese sul delta del Po, Goro, in provincia di Ferrara, il 17 luglio del 1939, studia canto a Bologna, dove si trasferisce nel 1955 con la famiglia; inizialmente si esibisce nei locali notturni con il nome d’arte di Sabrina.

Nel 1959 vince un concorso per voci nuove indetto dalla RAI e, nel 1960, negli ambienti della canzone si comincia a parlare di lei con ammirazione. Debutta al Festival di Sanremo nel 1961 dove arriva terza con la canzone Il mare nel cassetto, brano nel quale ha modo di rivelare le sue eccezionali doti vocali.

Nel 1961 viene segnalata dalla critica discografica comecantante dell’anno“. Nello stesso anno debutta al cinema con il film “La bellezza d’Ippolita“, al fianco di Gina Lollobrigida.

Nel 1962 intraprende la sua prima tournée all’estero. Il successo è tale che viene ospitata all’Olympia di Parigi.

Milva è stata ostentatamente antifascista, ha spesso intonato canzoni di libertà, storie di vita vissuta proletaria e brani tratti dal repertorio folk.

Ha affrontato testi attinti dal patrimonio degli spiritual in stile afroamericano, gospel di spiccata intonazione sociale e religiosa e canzoni di protesta, in cui il testo assumeva un significato preciso di rivendicazione politica e esistenziale.

Nel 1965 inizia a lavorare in teatro col grande Giorgio Strehler, diventando ben presto una delle più accreditate interpreti del repertorio brechtiano e di Kurt Weill, prima di lei, di totale appannaggio delle cantanti tedesche.

Gradualmente, si allontana dal repertorio della musica leggera per immergersi sempre di più nell’esplorazione di partiture di nicchia, legate particolarmente all’esperienza teatrale.

Nel 1967, al Piccolo Teatro di Milano, Milva debutta con il recital Io, Bertolt Brecht, al fianco di Giorgio Strehler, regista e attore, guida e protagonista.

È del 1973, il memorabile allestimento de l’Opera da tre soldi di Brecht in cui Milva è una straordinaria Jenny delle Spelonche, accanto a Domenico Modugno, che indossa i panni di Mackie Messer.

Pur essendo considerata una raffinata interprete, non perde i contatti con il pubblico più vasto e meno elitario della televisione che la osanna a ogni sua apparizione pubblica, mettendo tutti d’accordo.

In seguito, estende ulteriormente il suo repertorio, proiettandosi verso i sentieri, raffinati quanto inesplorati, della grande musica d’autore greca, collabora con prestigiosi poeti internazionali impegnati nella politica e nel sociale.

Riassumere tutte le realizzazioni artistiche di Milva è quasi impossibile, tale e tanto è l’impegno profuso nelle più svariate direzioni, non si possono però omettere le collaborazioni con Peter Brook e con Astor Piazzolla, che la elegge come sua interprete favorita e le dedica l’opera Maria de Buenos Aires. E ancora con Alda Merini, di cui canterà le poesie in un intero album.

Nel 2010, dopo cinquantun anni di carriera, pubblica il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato (dopo Milva e dintorni del 1982 e Svegliando l’amante che dorme del 1989), intitolato Non conosco nessun Patrizio. Il disco arriva subito nella top 20 dei dischi più venduti in Italia e l’artista annuncia il suo ritiro dalle scene per problemi di salute.

Tra l’inverno e la primavera del 2011, malgrado l’annuncio, Milva ritorna in teatro nello spettacolo, già portato in scena dal 2008, La variante di Lüneburg con musiche di Valter Sivilotti. Nel 2018, al Festival di Sanremo, le viene assegnato il Premio alla Carriera, ritirato dalla figlia Martina Corgnati.

Affetta da una malattia neuro degenerativa, si spegne a Milano il 24 aprile 2021, all’età di 81 anni.

È stata un’artista che ha subito tante evoluzioni nella sua vita e carriera, un carattere forte e determinato, si è spesso scontrata contro ciò che non riteneva giusto non risparmiando parole e gesti di dissenso. Una donna volitiva che si è fatta strada in un’epoca in cui non era per niente facile. Considerata spesso una mina vagante, fino all’ultimo giorno ha lottato e si è esposta per ciò in cui credeva, aveva anche postato il momento in cui si era vaccinata contro il covid-19.

Sicuramente ha segnato la storia dello spettacolo e della musica del nostro paese e non solo.

Milva la Rossa ci mancherà!

#unadonnalgiorno

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