Namugerwa Leah è un’attivista climatica ugandese, fondatrice della campagna Birthday Trees e della LEAH Initiative, e una delle voci giovanili africane più ascoltate nella battaglia contro il cambiamento climatico.
Dal 2019 guida gli scioperi del venerdì di Fridays for Future Uganda, ha promosso la petizione per il bando dei sacchetti di plastica nel paese e ha trasformato il proprio compleanno in un gesto collettivo di riforestazione, arrivando a parlare, a soli diciotto anni, davanti ai leader mondiali riuniti alla COP27.
“Queste immagini mi hanno turbata e non mi hanno permesso di darmi pace finché qualcosa non fosse stato fatto per il cambiamento climatico“, ha dichiarato ricordando lo shock provocato dalle notizie sulle frane che avevano colpito le regioni rurali dell’Uganda.
Nata nel 2004, ha vissuto la propria adolescenza nel distretto di Mukono, vicino Kampala, in una famiglia in cui la sensibilità ambientale non era estranea: suo zio, Tim Mugerwa, era già un affermato come ambientalista, e con lui e con il padre, che le ha sempre garantito sostegno, ha iniziato a discutere delle cause dei disastri climatici che stava osservando nel paese.
A tredici anni, dopo aver assistito a un servizio televisivo sulle frane e le inondazioni nella regione di Bududa, ha capito che la deforestazione non era un problema lontano ma qualcosa che riguardava direttamente la sua comunità.
Nel 2018 ha sentito parlare per la prima volta di Greta Thunberg e degli scioperi del venerdì avviati davanti al parlamento svedese, e quella scelta l’ha colpita profondamente.
Nello stesso anno ha lanciato una prima mobilitazione, #BanPlasticUG, per chiedere lo stop ai sacchetti di plastica in Uganda.
A febbraio del 2019 ha dato avvio, insieme a Sadrach Nirere, Hilda Flavia Nakabuye e al cugino Bob Motavu, al capitolo ugandese di Fridays for Future, diventando una delle animatrici del più attivo movimento giovanile per il clima del continente africano.
Ha guidato la scrittura della petizione per il rafforzamento del divieto sui sacchetti di plastica e continuato a organizzare cortei settimanali insieme ad altri adolescenti.
Nello stesso anno, in occasione del proprio quindicesimo compleanno, ha deciso di non festeggiare con una torta ma piantando duecento alberi, dando così vita al progetto Birthday Trees e all’hashtag #birthdaytree.
Da allora ha distribuito piantine a chiunque volesse celebrare il proprio compleanno restituendo qualcosa al pianeta, e l’iniziativa è cresciuta di anno in anno, con cinquecento alberi piantati per i suoi sedici anni, settecento per i diciassette e novecento per i diciotto.
Ha partecipato al World Urban Forum delle Nazioni Unite nel 2020 ed è stata delegata giovanile alla COP25, per poi arrivare, nel novembre del 2022, a salire sul palco della cerimonia di apertura del World Leaders Summit della COP27 a Sharm el-Sheikh, dove ha rimproverato apertamente i governi per l’inerzia climatica, dicendo che la loro inazione aveva costretto ragazzi come lei “a crescere, ad agire, a pensare da adulti“.
Ha in seguito fondato la LEAH Initiative, un’organizzazione che ha ampliato il raggio della sua azione oltre la piantumazione di alberi, includendo la sicurezza alimentare, l’educazione ambientale nelle scuole e la promozione di eco-mattonelle come alternativa al carbone da cucina.
Immagina se tutti facessero di questa la propria abitudine di compleanno: potremmo restituire l’antico splendore delle nostre foreste perdute.















