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Katharine Hepburn

Katharine Hepburn

Recitare non è la cosa più importante. Importante è la vita: la nascita, l’amore, il dolore e infine la morte.

Katharine Hepburn, straordinaria attrice di cinema e teatro, è stata la diva più premiata di sempre.

Nel 1999 l’American Film Institute l’ha classificata al primo posto fra le più grandi star, ritenendola la più grande attrice di tutti i tempi.

Una carriera durata sessanta anni, dodici candidature agli Oscar di cui quattro vinti come miglior attrice protagonista per i film La gloria del mattino (1934) Indovina chi viene a cena? (1967), Il leone d’inverno (1968) e Sul lago dorato (1981).

Malgrado le numerose candidature e il record di premiazioni, si è vista una sola volta alla cerimonia degli Academy Awards nel 1974, per consegnare un premio alla memoria. Era già stata candidata undici volte e premiata tre: si presentò con giacca da camera, pantaloni e dolcevita in segno di protesta contro la finta patina che ricopre l’istituzione. Non è mai andata a ritirare un premio che aveva vinto.

Nacque a Hartford il 12 maggio 1907 in una famiglia benestante di idee molto liberali. Suo padre, Thomas Norval Hepburn, era un famoso urologo impegnato per l’informazione delle malattie veneree, allora ritenute un tabù. Sua madre era, Katherine Martha Houghton, suffragetta che aveva fondato Planned Parenthood, associazione per la promozione dell’aborto e della maternità responsabile e pianificata. Da bambina seguiva la madre nelle manifestazioni distribuendo palloncini con la scritta Il voto alle donne. Ha iniziato a recitare in tenera età, negli spettacoli femministi organizzati dalla genitrice.

Eccelleva in molti sport, soprattutto nel nuoto.

Ha trascorso un’infanzia felice, sino all’evento che ha condizionato il resto della sua vita causandole una forte depressione, ha trovato suo fratello impiccato. Ritiratasi in una cortina di dolore, per anni ha proseguito gli studi in casa. Ha poi studiato al Bryn Mawr College, in Pennsylvania, frequentato dai rampolli dell’alta società, dove si è distinta per l’atteggiamento ribelle e per il suo talento nella recitazione. Dopo la laurea in storia e filosofia, nel 1928, ha iniziato la sua carriera a teatro e sposato Ludlow Smith dal quale ha divorziato dopo poco.

Il debutto cinematografico è avvenuto nel 1932, con Febbre di vivere di George Cukor, regista con cui ha poi lavorato per lungo tempo.

Nel 1933 è stata protagonista in La falena d’argento, in cui interpretava un’aviatrice emancipata e ribelle, un personaggio che andava contro le regole tradizionali e ipocrite della società e che l’ha resa un’icona delle nuove generazioni.

È stata, negli anni ’30 del secolo scorso, il simbolo della ragazza moderna e spregiudicata, che apprezza le novità e le innovazioni di costume e tecnologia.

Salita alla ribalta in un periodo in cui le donne hanno iniziato ad avere un ruolo più incisivo nella società americana, con la sua spiccata personalità e la grande ironia, ne è stata un esempio lampante. Ha rappresentato un nuovo modello femminile, androgina, volitiva e affascinante che ha portato anche nella sua interpretazione di Jo in Piccole donne, sempre diretto da Cukor.

Nel 1942 ha conosciuto Spencer Tracy che, per venticinque anni, è stato il suo straordinario partner artistico e il grande amore della sua vita. Hanno recitato accanto in nove film, formando una delle coppie più amate e più in sintonia della storia del cinema.

Non abbandonando mai il teatro, è stata protagonista di numerose pellicole cinematografiche alcune molto fortunate, altre dei veri insuccessi.

Nel 1951 ha girato La regina d’Africa il suo primo film a colori accanto a Humphrey Bogart, sull’avventurosa e leggendaria lavorazione di quest’opera, nel 1984 ha scritto un libro intitolato La regina d’Africa: ovvero come sono finita in Africa con Bogart, Bacall e Huston e per poco non ho perso la ragione, diventato in breve tempo un best seller.

Quando Spencer Tracy si è ammalato, gli è rimasta accanto e smesso di lavorare. L’ultimo film che hanno girato insieme è stato il mitico Indovina chi viene a cena” che le è valso il secondo Oscar nel 1967. Poche settimane dopo la fine delle riprese l’attore è morto.

Successivamente, ha lavorato molto più per la televisione che per il cinema, nel 1976 ha anche vinto anche un Emmy, come miglior attrice protagonista per Amore tra le rovine, al fianco di Laurence Olivier. Dopo la straordinaria interpretazione in Sul lago dorato, accanto a Peter Fonda che le è valso il quarto Oscar, l’ultimo film in cui ha recitato è stato Love Affair – Un grande amore nel 1994, aveva 87 anni.

È morta all’età di 96 anni, il 29 giugno 2003, nella sua casa a Old Saybrook. In suo onore vennero  oscurate per un’ora tutte le luci di Broadway, a ricordo della sua intensa attività teatrale. I suoi effetti personali, comprese foto, dipinti e un busto di Spencer Tracy che aveva scolpito personalmente, vennero messi all’asta da Sotheby’s e il ricavato della vendita, diversi milioni di dollari, è stato devoluto a parenti e amici.

La sua vita privata è stata sempre al centro dei gossip, grazie ai suoi flirt, veri o presunti, con uomini noti del mondo dello spettacolo e della finanza. Ma la sua relazione col collega Spencer Tracy è stata una delle storie più tormentate di Hollywood. Ventisei anni di amore segreto, perché lui non ha mai divorziato da sua moglie con cui aveva un figlio con un handicap. Solo negli ultimi tempi hanno vissuto insieme fino alla morte dell’attore.

Katharine Hepburn ha avuto una lunga carriera con tanti alti ma anche tanti insuccessi, tanto che, per vari anni, le malelingue di Hollywood l’avevano soprannominata Veleno per il botteghino.

Ha sempre avuto un rapporto difficile con la stampa e col pubblico invadente, rude e provocatoria, non rilasciava interviste e si negava alle richieste di autografi.

Nessun’altra stella è emersa con maggiore rapidità o con acclamazione più estatica. Nessun’altra stella è diventata così impopolare in maniera così rapida per tanto tempo. È stato scritto di lei.

Sempre attiva nel sociale, ha sostenuto molte battaglie civili, principalmente quella sulla pianificazione familiare. Nel 1985 ha anche ricevuto l’Humanist Arts Award.

Ha rappresentato un’esempio di donna dalla spiccata personalità che, sprezzante delle regole, ha vissuto come desiderava. Divorziata, senza figli e con tanti amori, dichiaratamente atea, è stata un’artista con grande potere contrattuale che non si è mai piegata alle convenzioni.

Grande icona di stile e eleganza, amava indossare pantaloni palazzo a vita alta, scarpe basse e camicie da uomo che hanno fatto epoca e dettato moda.

È stata una delle prime dive di Hollywood a mostrarsi invecchiata, senza nascondere le rughe e coi capelli argentati. Scelta agita soltanto da donne con una forte personalità e lei ne ha avuta da vendere.

 

 

#unadonnalgiorno

 

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