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Leyla Hussein e l’enorme contributo contro le MGF

Leyla Hussein rettrice St Andrew University

Ha quarant’anni, è nera, pluripremiata e conosciuta a livello planetario per il suo impegno a sostegno delle vittime di abusi sessuali. Leyla Hussein è stata da poco nominata rettrice della St. Andrew University, l’ateneo più antico della Scozia e tra i più prestigiosi d’Europa.

La decisione di affidarle il rettorato è arrivata mesi dopo l’ammissione, da parte dei dirigenti dell’università, di aver fallito per decenni nell’integrazione degli studenti appartenenti a minoranze. Cosa impensabile nel nostro paese.

Leyla Hussein è una psicoterapeuta, docente e relatrice globale sui diritti di genere. È riconosciuta come una esperta a livello mondiale sul tema delle mutilazioni genitali femminili (MGF).

È nata in Somalia nel 1980 emigrata con la famiglia in Gran Bretagna, è diventata cittadina britannica.

Ella stessa, a 7 anni, era stata sottoposta a questa orribile pratica.

Ha lavorato per dieci anni nel campo della salute riproduttiva dove ha fatto assistenza alle giovani donne. Ha lavorato per l’African Well Women Clinic nella Waltham Forest, a stretto contatto con sopravvissute alle MGF del Regno Unito. Ha lavorato al progetto NAZ di Londra come consulente per la salute sessuale lavorando con persone somale affette da HIV.

Nel 2010 ha fondato Daughters of Eve, Figlie di Eva, organizzazione senza scopo di lucro per aiutare le giovani donne, con l’obiettivo di fornire istruzione e sensibilizzazione sulle MGF.

Il suo lavoro è stato presentato a Oxford, Cambridge, UCL, Leeds, Exeter, Coventry University, International School di Ginevra, in molti atenei della Ivy League negli Stati Uniti, tra cui la Columbia, Harvard, Georgetown, George Washington e la Pennsylvania University.

Ha fondato il Dahlia Project, primo ente a fornire assistenza specialistica alle donne sopravvissute alle mutilazioni nel Regno Unito.

Leyla Hussein fa anche parte del team del progetto, The Girl Generation, che si concentra sull’importanza del benessere emotivo degli attivisti che lavorano con le sopravvissute alla MGF. Ha condiviso questo approccio attraverso consultazioni con le Nazioni Unite e recentemente presentato il successo del suo impatto al vertice dell’ICPD a Nairobi.

Ha ricevuto un dottorato onorario e diventata professoressa associata alla West London University da settembre 2018. Nell’ottobre del 2020, è stata eletta Rettrice dell’Università di St Andrews, passando alla storia come la prima donna nera a ricoprire la carica.

È una delle principali e pluripremiate attiviste internazionali, la sua ossessione è creare spazi sicuri per donne e ragazze.

 Ha creato il rivoluzionario progetto Face of Defiance, una serie di ritratti fotografici e interviste con le sopravvissute alle mutilazioni. Attualmente è consulente strategica e ambasciatrice globale per The Girl Generation Movement, che lavora per porre fine alla MGF a livello mondiale.

Il documentario The Cruel Cut che ha seguito il suo operato, ha ricevuto una nomination per il Premio BAFTA.

Leyla Hussein è stata nominata Cosmopolitan Campaigner of the Year 2010, è stata inclusa nella Lista delle 100 donne più influenti per la BBC nel 2013, nella Woman’s Hour Power del 2014 e Debretts 500 come una delle persone più influenti del Regno Unito. Ha ricevuto il Freedom Borough Award dal Walthamstow Borough Council nell’aprile 2018.

Scrive regolarmente sui media nazionali e internazionali, appare sovente come commentatrice esperta su diritti e salute delle donne.

È stata una delle cinque protagoniste del documentario #Female Pleasure, diretto dalla regista svizzera Barbara Miller, presentato in anteprima al Festival di Locarno nel 2018. Il film parla della sessualità nel 21° secolo dal punto di vista di una donna e della repressione delle donne nelle strutture patriarcali.

Nel 2019, Leyla Hussein è stata nominata Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE) per il suo lavoro nell’affrontare le mutilazioni femminili e l’uguaglianza di genere.

Che dire, Leyla Hussein ha tutta la nostra ammirazione. È un grande esempio da imitare, donne come lei costruiscono i tasselli per un mondo migliore.

#unadonnalgiorno

 

 

 

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