Il suo museo è uno dei più visitati al mondo eppure ancora poche persone conoscono la storia di Madame Tussaud.
Nella sua vita, che ha attraversato la rivoluzione francese, il terrore, l’epoca di Napoleone, ha conosciuto la galera ed è stata vicina alla pena di morte, con coraggio e determinazione si è rialzata, scrollata di dosso un marito che aveva dilapidato il suo capitale e creato un’esposizione permanente che le è sopravvissuta e continua a celebrare il suo nome.
Nata col nome di Anna Maria Grosholtz a Strasburgo il primo dicembre 1761 era cresciuta a Berna, dove sua madre, rimasta vedova di guerra pochi mesi prima della sua nascita, era governante nella casa di Philippe Curtius medico che amava scolpire la cera e realizzava ritratti di personaggi famosi e che la considerava come una nipote. Le aveva insegnato le tecniche scultoree e promossa a sua assistente quando, nel 1776, si erano trasferiti a Parigi dove aveva creato la sue prime figura di cera, raffiguranti personaggi come Voltaire, Jean-Jacques Rousseau e Benjamin Franklin.
A Parigi era diventata l’insegnante d’arte della sorella minore di Luigi XVI, Elisabetta di Borbone-Francia. Per il suo coinvolgimento coi reali era stata arrestata dai rivoluzionari e condannata a morte. Era, infine, stata graziata proprio per il suo talento artistico. Ebbe salva la vita perché incaricata di realizzare le maschere di cera delle persone condannate a morte come Luigi XVI, Maria Antonietta, Jean-Paul Marat e Maximilien Robespierre.
Alla morte di Curtius, nel 1794, aveva ereditato la sua casa di Versailles e il salone espositivo di Boulevard du Temple. Un anno più tardi sposò l’ingegnere François Tussaud diventando così la celeberrima madame Tussaud.
Dal 1802 aveva lasciato la Francia a causa delle guerre napoleoniche e cominciato a girare in carrozza attraverso l’Inghilterra, la Scozia e l’Irlanda esponendo la sua collezione di busti, rompendo con l’immaginario che associava le figure di cera e anatomiche all’intrattenimento popolare.
Nonostante i buoni introiti, suo marito aveva dilapidato tutto il suo capitale, costringendola a vendere la collezione francese.
Separatasi dal coniuge, a Londra ha dato vita all’impresa Madame Tussaud e figli, avvalendosi della collaborazione del figlio François, falegname che costruiva braccia e gambe per i busti materni.
Nel 1835 ha tenuto la prima mostra permanente a Baker Street. In un’epoca in cui le esecuzioni non erano più pubbliche, la sua camera degli orrori, che metteva insieme la sanguinosa violenza della Rivoluzione francese con le figure di famosi assassini, attirava folle di curiosi.
La popolarità era arrivata nel 1837, con la creazione della statua della regina Vittoria che aveva acconsentito a farsi ritrarre vestita come il giorno dell’incoronazione.
Nella sua vita ha scolpito oltre 400 statue.
Si è spenta il 16 aprile del 1850. Una targa in sua memoria si trova apposta nel lato destro della navata della chiesa di St. Mary a Cadogan Street a Londra, dove è stata sepolta.
Nel 1884 suo nipote Joseph ha trasferito la mostra in un edificio più grande a Marylebone Road, nella zona di Westminster, dove si trova ancora oggi.
Nonostante le devastazioni di un incendio nel 1925 e dei bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale, vi sono ancora conservate alcune delle sue figure originali.
Al giorno d’oggi il Madame Tussauds è uno dei luoghi più visitati di Londra e il Museo delle cere più importante al mondo, con ventiquattro sedi in Asia, Europa, America e Oceania.















