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Tag: Santa Scorese

"Ho urlato con tutta la voce che avevo, con tutta l'anima, ma nessuno mi ha sentita." Santa Scorese è considerata la prima vittima di stalking riconosciuta in Italia, uccisa a soli 23 anni dall'uomo che per tre anni l'aveva perseguitata, minacciata e pedinata, in un'epoca in cui il reato di stalking non esisteva ancora nell'ordinamento italiano e le sue denunce non sono state prese sul serio da nessuno. La sua storia ha anticipato di quasi vent'anni il riconoscimento giuridico di un fenomeno che allora non aveva ancora un nome, e resta oggi un caso di riferimento nella riflessione sulla violenza maschile contro le donne in Italia. Era nata a Bari il 6 febbraio 1968, figlia di un agente di polizia e di una casalinga, e aveva vissuto tra Bari e Palo del Colle. Fin da bambina era stata descritta come vivacissima ed estroversa, sempre impegnata in mille iniziative insieme alle amiche. Aveva studiato all'università e, in parallelo, si era dedicata al volontariato nella Croce Rossa e a un intenso percorso di fede, tra l'Azione Cattolica, il Movimento dei Focolari e le suore di Padre Kolbe. Nel 1989 ha incrociato per la prima volta Giuseppe Di Mauro, un giovane più grande di lei, allontanato da un percorso vocazionale in seminario e ossessionato dalla religione: l'ha notata mentre si recava in cattedrale e ha cominciato a seguirla. Da quel momento le ha inviato per tre anni biglietti sempre più deliranti e minacciosi, tra cui uno in cui le scriveva che doveva essere sua, e di nessun altro, nemmeno di Dio. Ha continuato a telefonarle, ad appostarsi sotto casa sua, a tentare in almeno un'occasione di aggredirla fisicamente. La giovane aveva denunciato più volte il suo persecutore alle autorità, ma le forze dell'ordine non hanno mai considerato le sue segnalazioni abbastanza gravi da giustificare un intervento, e l'uomo non è mai stato ritenuto incapace di intendere e di volere nonostante le denunce già presentate da altre persone prima di lei. La sera del 15 marzo 1991, di ritorno da un incontro di Azione Cattolica in cui aveva chiesto interventi concreti a sostegno dei migranti albanesi appena sbarcati in Puglia, Giuseppe Di Mauro l'ha aggredita sotto casa a Palo del Colle e l'ha colpita con tredici coltellate alla gola, al torace e all'addome, sotto gli occhi del padre, poliziotto, che si era affacciato per assicurarsi che la figlia stesse rientrando. Santa Scorese è morta poche ore dopo al Policlinico di Bari.  Dal 1998 è in corso, per volontà dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto, il processo diocesano per la sua beatificazione.  La sua vicenda è stata più volte raccontata attraverso spettacoli teatrali, le testimonianze della sorella Rosamaria Scorese - che per anni è rimasta a sua volta perseguitata dall'assassino, tornato libero - e il docufilm "Santa subito" di Alessandro Piva, vincitore del Premio del Pubblico BNL alla Festa del Cinema di Roma 2019. "Ho ventitré anni, non posso morire così!" Santa Scorese
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Santa Scorese, la prima vittima di stalking

“Ho urlato con tutta la voce che avevo, con tutta l’anima, ma nessuno ...

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