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Adele Bei partigiana, comunista e sindacalista

Adele Bei partigiana e politica italiana

Adele Bei partigiana, sindacalista e politica italiana, è stata componente dell’Assemblea Costituente, senatrice e deputata del Partito Comunista Italiano.

Nata il 4 maggio 1904, a Cantiano in provincia di Pesaro, da una famiglia contadina di simpatie socialiste, venne costretta a interrompere gli studi dopo la terza elementare.

A diciotto anni sposò Domenico Ciufoli, militante comunista presto ricercato dalla Pubblica Sicurezza.

Entrata nel Partito comunista nel 1925, espatriò in Francia col marito, da lì compì numerosi viaggi clandestini in Italia per svolgere attività di collegamento tra militanti antifascisti.

Nell’emigrazione nacquero un figlio e una figlia affidati alla Casa internazionale per l’infanzia di Ivanovo, in URSS, addetta all’ospitalità dei bambini dei dirigenti comunisti colpiti dalla repressione.

Rientrata in Italia collaborò con il Soccorso rosso, mantenendo i contatti e diffondendo la stampa nella rete clandestina del PCI. I rischi erano numerosi e grandi i sacrifici, tra cui la rottura dei legami affettivi e la solitudine.

Nel 1933 fu arrestata per attività sovversiva, condannata dal Tribunale speciale a diciotto anni di reclusione, venne rinchiusa prima alle Mantellate di Roma e poi a Perugia. Presto in carcere divenne un esempio per le più giovani e una figura significativa nella costruzione di un modello femminile antifascista.

Nel 1941 venne inviata al confino a Ventotene; caduto il regime, nell’agosto del 1943, tornò a Roma. Partecipò alla lotta partigiana con il compito di organizzare le masse femminili.

Insieme alle altre dirigenti del Partito comunista clandestino, ha ideato e organizzato gli assalti ai forni delle donne romane tra l’aprile e il maggio del 1944. Azioni conclusesi tristemente con la cruenta uccisione di Caterina Martinelli, madre di sei figli, per uno sfilatino nella borsa della spesa, al Tiburtino III e con l’eccidio di dieci donne presso il Ponte dell’Industria il 7 aprile 1944.

Nel 1945 Adele Bei è tornata in Russia a riprendersi i figli, dopo undici anni. Nello stesso anno ha rincontrato il marito rientrato dal lager di Buchenwald in Germania. Tornare a vivere insieme dopo tanti anni di separazione fu dura e la coppia si separò poco dopo.

Dopo la Liberazione, si è dedicata al lavoro sindacale: nel 1947 venne nominata nel Comitato direttivo nazionale della CGIL e nel 1952 eletta Segretaria delle Tabacchine.

Il 2 giugno 1946 fu tra le 21 donne elette all’Assemblea costituente italiana, dove sedette come componente del gruppo parlamentare comunista. Successivamente venne eletta alla Camera dei deputati, sempre nelle file del partito comunista, nella II (1953-1958) e III (1958-1963) legislatura del parlamento repubblicano.

Nel corso della I legislatura (1948-1953) sedette al Senato della Repubblica, unica donna fra i 106 senatori di diritto nominati in accordo con la III disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana.

Terminata l’esperienza istituzionale, si dedicò all’ANPPIA, l’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti.

È morta a Roma il 15 ottobre del 1976. Le esequie si sono svolte in forma laica presso la sezione PCI di Monteverde Vecchio.

A Adele Bei e a altre sei donne partigiane, il Comune di Roma ha dedicato il percorso ciclopedonale che da Ponte Milvio porta a Castel Giubileo.

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