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Audrey Hepburn

Audrey Hepburn
BEURS VAN BERLAGE, in het historische hart van Amsterdam, verwelkomt deze veelgeprezen, tot leven gekomen biografie van Audrey Hepburn.

Audrey Hepburn, attrice e grande icona di stile. È stata la prima grande star di Hollywood a impegnarsi in cause umanitarie.

Figura di spicco del cinema degli anni cinquanta e sessanta, ha vinto due Oscar, tre Golden Globe, un Emmy, un Grammy, quattro BAFTA, due Tony e tre David di Donatello.

L’American Film Institute l’ha inserita al terzo posto tra le più grandi star della storia del cinema.

Interprete di pellicole indimenticabili come SabrinaVacanze romaneColazione da Tiffany My Fair Lady, è sicuramente la donna che più di tutte al mondo ha rappresentato lo stile e l’eleganza.

Audrey Kathleen Ruston (nome cambiato poi in Edda Van Heemstra durante la guerra) nacque il 4 maggio 1929 a Bruxelles, suo padre era un banchiere inglese e sua madre una baronessa olandese.

Nata in una famiglia agiata, sognava di diventare una ballerina classica. Quando aveva 6 anni il padre abbandonò la famiglia. Nel 1939 la madre si trasferì insieme ai figli in Olanda. Gli anni della guerra furono costituiti da fame e stenti, a causa dei quali, sviluppò diversi problemi di salute.

Staffetta della resistenza olandese, la giovane Audrey ha compiuto pericolose missioni per portare messaggi alle formazioni partigiane mentre nascondeva in casa un paracadutista britannico, rimasto disperso dopo la battaglia di Arnhem.

Nel 1948, si trasferì a Londra. La sua carriera artistica è partita dalla danza, passata per il teatro e i musical e culminata nel cinema.

Ancora molto giovane, venne notata dalla scrittrice Colette, pilastro della cultura del Novecento, che la volle come protagonista della sua commedia teatrale Gigi, tratta da un suo celebre romanzo.

Verso la seconda metà degli anni cinquanta, Audrey Hepburn era già una delle più grandi attrici di Hollywood e un’icona di stile per la sua delicata bellezza e l’innata eleganza. Nel 1955 la giuria dei Golden Globe le assegnò il prestigioso Henrietta Award alla migliore attrice del cinema mondiale. La sua figura snella e il suo ben noto buon gusto vennero ampiamente ammirati e imitati.

Nel 1954 ha sposato Mel Ferrer con cui ha avuto il suo primo figlio, Sean. Nel 1969, dalla relazione con il medico italiano Andrea Dotti, nacque il suo secondogenito, Luca.

Nel 1988, ritiratasi dalle scene venne nominata ambasciatrice speciale dell’UNICEF. Da quel momento fino alla sua morte, si dedicò a viaggiare per aiutare i bambini dei paesi poveri del mondo, spesso accompagnata da quello che è stato il compagno della sua vita, l’attore olandese Robert Wolders. I suoi viaggi furono facilitati anche dalla sua conoscenza delle lingue: oltre all’inglese, parlava fluentemente il francese, l’italiano, l’olandese e lo spagnolo.

Per il grande impegno sociale, Audrey Hepburn è stata insignita, nel 1992, della prestigiosa Medaglia Presidenziale della Libertà e nel 1993 ha ricevuto il Premio Jean Hersholt.

La sua prima missione fu in Etiopia, nel 1988, dove fece in modo che l’UNICEF inviasse cibo ai 500 bambini ospitati in un orfanotrofio. Negli anni successivi, come ambasciatrice, visitò la Turchia, diversi stati del Centro e Sud America. Fu in missione in Sudan, devastato dalla guerra civile, con lo scopo di far giungere rifornimenti. Si recò in Bangladesh e poi in Vietnam, nel tentativo di collaborare con il governo su programmi di immunizzazione e di pulizia dell’acqua. Nel settembre 1992, arrivò in Somalia. Descrisse quel suo viaggio “apocalittico“, affermando che di tutte le situazioni difficili viste, quella della Somalia era infinitamente peggiore.

Tornata dall’Africa, le fu diagnosticato un cancro al colon che la stroncò in pochi mesi. È morta il 20 gennaio 1993, a Tolochenaz, paesino svizzero vicino Losanna in cui viveva col compagno.

Nello stesso anno, il figlio Sean fondò l’Audrey Hepburn Children’s Fund per favorire la scolarizzazione nei Paesi africani. Nel 2011 i figli hanno promosso in Italia il club di donatori UNICEF Amici di Audrey che sostiene in particolare il progetto per la lotta alla malnutrizione in Ciad.

Dal libro scritto dal figlio Luca Dotti, Audrey at Home è stata tratta una serie tv, Audrey, che racconta la sua vita evidenziando il suo grande bisogno di normalità, la scelta di lasciare Hollywood per preferirle un’esistenza molto più terrena e agreste, in Svizzera, all’inizio degli anni ’70, circondata da animali, natura e tranquillità.

Audrey Hepburn è stata un’artista con un’incredibile umanità. Ha attraversato tutte le fasi della sua vita con la straordinaria eleganza che l’ha contraddistinta.

Recentemente è stata anche riscoperta dalle giovani generazione tramite i social e, ancora oggi, rappresenta un’icona di stile con la sua figura eterea e raffinata. Esile e delicata è stata la musa del grande couturier Hubert de Givenchy che per lei ha realizzato alcuni dei look più celebri al mondo, come quelli per Sabrina e Colazione da Tiffany.

Audrey Hepburn è stata partigiana, star di Hollywood, ambasciatrice di pace, una donna incredibile, di un’immensa bellezza e grazia fisica e morale. Un’icona assoluta.

#unadonnalgiorno

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