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Cass Elliot dei Mamas and Papas, vittima di body shaming

Cass Elliot, vittima di body shaming anche dopo la morte

Li chiamavano America’s Fantastic Four: nella seconda metà degli anni Sessanta, i Mamas and Papas erano uno dei gruppi vocali di maggior successo negli Stati Uniti, lodati come la risposta americana ai Beatles.

Con le loro melodie gentili, i loro testi desiderosi di raccontare una sottocultura giovanile in mutamento, i loro abiti colorati ed eccentrici, erano l’emblema della cultura hippie del periodo.

La più amata del gruppo era “Mama” Cass Elliot, pseudonimo di Ellen Cohen, che durante i tre anni in cui il gruppo esistette, divenne letteralmente la Regina della scena musicale pop americana.

Cass Elliot era una diva carismatica, prorompente ed esilarante, che anche quando il gruppo si sciolse ebbe una fulgida carriera solista, arrivando a presentare uno show televisivo e recitare in un film di Hollywood.

Morì giovanissima, nel sonno, ad appena 32 anni.

Ellen Cohen aveva sempre cantato, fin da piccola.

E aveva sempre avuto una fisicità importante a causa della quale veniva respinta e bullizzata, ma reagiva sempre con spirito.

Era fiera di ciò che era e usava l’ironia come arma per sopravvivere alle situazioni sconfortanti.

Per tutta la vita è stata vittima di body shaming, il dileggio legato a caratteristiche fisiche.

Attorno a lei aleggia ancora la leggenda, infondata, della morte per un “panino di troppo”, mentre invece è stata stroncata da un infarto e il panino trovato sul suo comodino era ancora intatto.

Cass Elliot, vittima di body shaming. Le parole sono pietre, in vita e anche dopo.

#unadonnalgiorno

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