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Stella Nyanzi

Stella Nyanzi arrestata per una poesia contro il dittatore dell'Uganda

Ho pianificato di offendere Yoweri Museveni Kaguta, perché lui ci ha offesi per più di trent’anni. Siamo stanchi della dittatura.

Stella Nyanzi è la scrittrice, poeta, accademica e attivista femminista ugandese, diventata nota in tutto il mondo per il proprio coraggio nel criticare pubblicamente il presidente/dittatore del suo paese, Yoweri Museveni, pagando quella scelta con ripetuti arresti e con quasi due anni trascorsi in carcere.

È nata il 16 giugno 1974 nel distretto di Masaka, in Uganda, e ha studiato Comunicazione di massa e Letteratura all’Università Makerere di Kampala, laureandosi nel 1996.

Ha proseguito gli studi nel Regno Unito, ottenendo un master in Antropologia medica allo University College di Londra nel 1999 e un dottorato alla London School of Hygiene and Tropical Medicine nel 2009, specializzandosi in salute sessuale e riproduttiva e in sessualità umana, con ricerche condotte in Uganda e in Gambia su HIV/AIDS e salute femminile.

Ha lavorato come ricercatrice alla Makerere University, definendosi lei stessa una studiosa femminista queer, un’attivista per i diritti umani, una poetessa e una politica dell’opposizione, oltre che madre di tre figli.

Nell’aprile 2017, poco dopo aver organizzato una raccolta fondi per fornire assorbenti alle studentesse ugandesi, è stata arrestata con l’accusa di cyber harassment e comunicazione offensiva, per aver definito su Facebook il presidente Museveni “un paio di natiche” e la first lady “sciocca”. Ha trascorso quattordici mesi in carcere prima che la condanna venisse ribaltata.

È diventata il volto di una forma di protesta che ha chiamato “maleducazione radicale”, che affonda le sue radici nelle pratiche di resistenza anticoloniale e che utilizza linguaggio volutamente offensivo e gesti di nudità pubblica per colpire il potere, come quando si è spogliata in tribunale o all’università.

Nel novembre 2018 è stata arrestata di nuovo per una poesia pubblicata su Facebook, in cui descriveva con linguaggio esplicito la nascita di Museveni, ed è stata rinchiusa nel carcere di massima sicurezza femminile di Luzira. Ha compiuto il suo quarantacinquesimo compleanno in prigione, il 16 giugno 2019, pubblicando sotto l’hashtag #45Poems4Freedom un primo nucleo di poesie scritte dietro le sbarre.

Il 2 agosto 2019 è stata condannata a diciotto mesi di reclusione, di cui ne veva già scontati nove. Durante la lettura della sentenza, avvenuta in videoconferenza, ha protestato mostrando il seno e alzando i medi in segno di sfida, mentre in aula scoppiava il caos e una bottiglia d’acqua veniva lanciata contro il giudice.

Dal carcere ha continuato a scrivere, componendo le centocinquantanove poesie della raccolta No Roses From My Mouth: Poems from Prison, pubblicata integralmente nel 2020, e il 16 gennaio di quello stesso anno, mentre era ancora detenuta, ha vinto l’Oxfam Novib/PEN International Award for Freedom of Expression.

A febbraio 2020 la Corte d’Appello ugandese ha ribaltato la condanna per vizi procedurali, ordinandone il rilascio. Pochi mesi dopo Stella Nyanzi si è candidata, senza successo, come rappresentante parlamentare di Kampala per il Forum for Democratic Change, il principale partito d’opposizione, con la campagna #FromPrisonToParliament, venendo arrestata anche durante quel periodo per aver organizzato una protesta a favore degli aiuti alimentari nel pieno del lockdown legato al Covid-19.

Dopo la sconfitta elettorale del gennaio 2021, in cui Museveni è stato rieletto per un sesto mandato in un clima di violenza e con un blackout internet nazionale, il compagno di Stella Nyanzi, David Musiri, è stato rapito insieme al fratello; temendo per la propria incolumità e per quella dei tre figli, ha attraversato il confine tra Uganda e Kenya in incognito per chiedere asilo a Nairobi.

Poche settimane dopo, per problemi burocratici, ha dovuto rinunciare all’esilio keniota e tornare a Kampala, mantenendo un basso profilo per mesi, fino a quando, alla fine del dicembre 2021, dopo l’arresto di un altro scrittore critico verso Museveni, Kakwenza Rukirabashaija, ha ricominciato a far sentire la propria voce.

All’inizio del 2022 è stata accettata nel programma per scrittori in esilio di PEN Germania, che le ha permesso di trasferirsi con la famiglia in Germania, dove è diventata cofondatrice di PEN Berlin e ha continuato la propria battaglia contro Museveni, con la speranza di poter tornare presto in un’Uganda libera dal suo governo.

Stella Nyanzi ha violato insistentemente le regole del patriarcato, parlato esplicitamente e ironicamente di argomenti tabù, tutte cose che le sono costate care ma ha deciso di utilizzare la parola per provocare, criticare quello che non può essere criticato, lottare per un Paese democratico.

Sono fuggita per riprendermi la voce. Sono fuggita per riprendermi la mente. Sono fuggita per riprendermi la libertà.

 

 

 

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