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Gertrude Käsebier pioniera della fotografia

Gertrude Käsebier

Gertrude Käsebier, pioniera della fotografia è passata alla storia per i suoi bellissimi ritratti fatti ai nativi americani.

Ha anche realizzato scatti indimenticabili e tenerissime immagini della maternità. È stata forse la prima donna a aprire un suo studio indipendente e a considerare il suo lavoro una vera professione di cui vivere. Si è molto spesa affinché altre potessero fare lo stesso, facendo da apripista con il suo esempio e la sua scuola di formazione.

Nacque col nome di Gertrude Stanton il 18 maggio 1852 in una capanna di tronchi a Fort Des Moines nello Iowa. Durante la corsa all’oro del Colorado del 1859, la famiglia si trasferì in una serie di città del boom dove il padre analizzava l’oro e sua madre vendeva prodotti da forno ai minatori. Il padre fu il primo sindaco di Golden, l’allora capitale dello stato. Dopo la morte del genitore, nel 1864, la famiglia si trasferì a Brooklyn, dove sua madre aprì una pensione.

Nel 1874, sposò Eduard Käsebier, uomo d’affari da cui prese il cognome e con cui ebbe tre figli. Non fu un matrimonio felice, ma ai tempi il divorzio era considerato scandaloso, per cui i due rimasero sposati mentre vivevano vite separate. Nonostante le loro differenze, suo marito la sostenne finanziariamente quando iniziò a frequentare la scuola d’arte a 37 anni, un’età avanzata per gli standard dell’epoca.

Nel 1889, trasferì la famiglia a Brooklyn per frequentare a tempo pieno il Pratt Institute of Art and Design. Uno dei suoi insegnanti era Arthur Wesley Dow, artista molto influente che contribuì a promuovere la sua carriera, scrisse del suo lavoro e la introdusse a altri fotografi e mecenati.

Gertude Käsebier studiò disegno e pittura, ma la sua grande passione divenne ben presto la fotografia, all’epoca non ancora assurta a arte.

Durante la sua permanenza a Pratt, apprese le teorie di Friedrich Fröbel, le cui idee su gioco, apprendimento, e istruzione portarono alla creazione del primo asilo. I suoi concetti sull’importanza della maternità nello sviluppo del bambino la influenzarono talmente tanto che molte delle sue fotografie ebbero come tema ricorrente il legame tra madre e figlio, il contatto fisico dell’allattamento, l’intimità di un periodo delicato come quello della maternità. 

Viaggiò per l’Europa per perfezionarsi lasciando i figli ai suoceri, nel 1894 studiò in Germania e poi in Francia.

Nel 1895, tornò a Brooklyn, suo marito era malato e le finanze della famiglia avevano subito un forte calo. Decise di diventare una fotografa professionista. Fece apprendistato presso lo studio di un fotografo e ampliò la sua conoscenza delle tecniche di stampa. Quando suo marito si riprese, lei aveva già cominciato a guadagnare soldi per conto suo e non aveva intenzione di smettere.

Aprì il suo primo studio in casa, poi trasferì la sua attività nel quartiere dello shopping di lusso che si stava sviluppando rapidamente lungo la Fifth Avenue a Manhattan. Faceva fotografie artistiche e ritratti commerciali a gente facoltosa e diventava sempre più brava e richiesta.

Nel 1897 fece la sua prima mostra, espose ben 150 sue immagini, al Boston Camera Club, importante associazione fotografica. Fu un successo senza precedenti: nessun fotografo aveva esposto finora una tale mole di immagini, figurarsi una donna.

Nel 1898, vide girare davanti al suo studio la troupe del Wild West di Buffalo Bill. Gli scrisse una lettera in cui gli chiedeva il permesso di fotografare i membri della tribù Sioux che viaggiavano con lo spettacolo. Aveva un profondo rispetto per la cultura dei nativi americani e le venne accordata la possibilità di scattare le foto d’arte che, risultando bellissime, vennero poi utilizzate per le locandine e la pubblicità dello spettacolo circense itinerante. 

Nel decennio successivo, ha scattato dozzine di fotografie degli indiani nello spettacolo, alcune delle quali sarebbero diventate le sue immagini più famose. I suoi ritratti più belli sono quelli che immortalano i membri più importanti dei nativi americani, in tutta la loro fierezza e orgoglio. La particolarità dei suoi scatti è nella grande importanza che viene data alla persona ritratta: la posa e gli abiti, la scenografia e le luci sono solo elementi di contorno. Era interessata principalmente al soggetto e alla sua personalità, contrariamente a quello che faceva la fotografia dell’epoca. 

Queste fotografie fanno oggi parte della Storica Collezione Fotografica del National Museum of American History presso lo Smithsonian Institute.

Vissuta in un’epoca in cui la società disapprovava le donne che partecipavano a qualsiasi tipo di attività esterna dalla casa, Gertrude Käsebier riuscì a raggiungere tutti gli obiettivi che si prefisse.

In un’epoca in cui i venditori si rifiutavano addirittura di venderle attrezzature fotografiche professionali, è riuscita a produrre fotografie d’arte, guadagnare denaro, reclutare ardentemente donne nella professione della fotografia e mantenere il suo status sociale. 

Specializzata nei ritratti di personaggi di spicco, con l’avvento delle riviste illustrate, sorte tra il 1890 e il 1900, il suo lavoro prese una svolta più grande e molte sue foto comparvero sui più importanti rotocalchi. I suoi ritratti più importanti, ritraenti scrittori, politici, attivisti e celebrità culturali di ogni sorta, furono pubblicati su World’s Work, un giornale di costume e società. 

Nel luglio 1899, il proprietario di Everybody’s Magazine, la pose al vertice sia della fotografia d’arte che della fotografia per riviste. 

Nel catalogo per il Newark Photography Salon, venne definita “la fotografa professionista più importante degli Stati Uniti“.

Uno dei fotografi più famosi d’America, Frances Benjamin Johnston, elogiò le sue foto in una mostra sulle donne americane all’Esposizione di Parigi del 1900. 

Le sue fotografie di donne e bambini vennero esposte in importanti mostre, i critici ne esaltavano le virtù. Nel 1899 una delle sue foto fu venduta per 100 dollari, il prezzo più alto fin allora pagato per una fotografia e un record che fu raramente sfidato per oltre cinquant’anni. 

Eduard Käsebier morì nel 1910, lasciandola finalmente libera di perseguire i suoi interessi come meglio credeva.

Contribuì allora a fondare la Women’s Professional Photographers Association of America per sostenere le donne a diventare professioniste in ambito fotografico, dove tenne corsi e seminari. Ha formato e motivato molte giovani donne che si avvicinavano alla fotografia e che trovarono in lei un’ispirazione per la sua arte e per la sua indipendenza.

Fino agli anni ’20, Gertrude Käsebier continuò la sua attività di ritrattista, scattando foto di molte persone importanti dell’epoca. Nel 1924, sua figlia Hermine Turner cominciò a collaborare con lei.

Nel 1929, abbandonò del tutto la fotografia e lasciò lo studio alla figlia. Nello stesso anno, il Brooklyn Institute of Arts and Sciences le dedicò una importante mostra

È morta il 12 ottobre 1934.

Il suo lavoro è stato riscoperto più di un secolo dopo aver iniziato la sua carriera, le sue fotografie continuano a essere acclamate per la loro bellezza e l’universalità dei temi che evocano.

Una gran parte delle sue opere è conservata all’Università del Delaware

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