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Rosalie Fish

Rosalie Fish corre per le donne indigene

Rosalie Fish corre per denunciare femminicidi e abusi sulle donne indigene.

Rosalie Fish è una giovane atleta statunitense nata a Auburn (Washington). Di origini native americane, appartiene alla tribù Cowlitz della riserva di Muckleshoot.

Studia allo Iowa Central Community College e corre per la squadra del suo istituto.

Dal suo ultimo anno di liceo ha iniziato una vasta campagna di sensibilizzazione sul problema delle donne indigene scomparse e uccise (Missing and Murdered Indigenous women – MMIW), una crisi umanitaria di proporzioni preoccupanti che coinvolge Canada e Stati Uniti.

Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, in alcune riserve le donne indigene subirebbero violenze sessuali e femminicidi con una probabilità di 2 e 10 volte superiore rispetto alla media nazionale. Da studi condotti, il 96% degli stupri avvengono per mano di uomini non nativi, raramente perseguitati.

In una gara organizzata nello stato di Washinton nel maggio 2019, Rosalie Fish si era dipinta sulla bocca l’impronta di una mano rossa, con le dita che si allargavano fino alle guance, e aveva scritto le lettere MMIW sulla sua gamba.

Un evidente esempio del fatto che l’atletica e lo sport, possono diventare un valido e potente strumento per veicolare messaggi sociali.

Ogni evento podistico, la giovane l’ha dedicato a una donna indigena assassinata nel suo paese, a cominciare da sua zia.

L’8 aprile 2021 il suo impegno sociale è stato portato all’attenzione dell’Università di Washington.
Precedentemente, Rosalie Fish aveva firmato una lettera di intenti nazionale per correre per gli Huskies a Seattle, in una squadra che si è classificata tra le prime 13 in ben cinque degli ultimi sei NCAA Cross-Country Championships.
La giovane atleta rappresenta orgogliosamente le circa 30 tribù native dello Stato di Washington e utilizza il suo status di sportiva per parlare pubblicamente e denunciare le gravi discriminazioni e le forme di emarginazione sociale che lei stessa e le altre indigene americane, sono costrette a patire a causa della loro identità etnica.
Per Rosalie Fish, correre è soprattutto un’opportunità di emancipazione femminile e un modo per rivendicare il proprio ruolo all’interno della società in quanto donna e in quanto indigena.
Il suo esempio è presto diventato un modello per i membri della sua squadra. Altre atlete e atleti sono intenzionati a portare avanti con segni visibili campagne in difesa dei diritti umani.

Rosalie Fish sta provando a fare la differenza, usa le manifestazioni sportive per attuare la sua protesta e veicolare il suo messaggio.

Più si parla dei suoi gesti e più la causa avrà rilievo. Onore a lei e a chi la imiterà!

#unadonnalgiorno

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