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Hubertine Auclert la prima femminista francese

Hubertine Auclert
Hubertine Auclert Agence Rol, 1910

Hubertine Auclert è stata la prima donna in Francia a definirsi femminista.

Per prima si è battuta affinché le donne potessero competere per i lavori pubblici, per il contratto di matrimonio con separazione dei beni e per la ripartizione del salario.

Mentre i suoi contemporanei optavano per una strategia a piccoli passi che consisteva nel rivendicare  l’uguaglianza dei diritti civili, Hubertine Auclert militò attivamente a favore dei diritti politici, economici e sociali delle donne.

Per far comprendere le sue idee e garantirne la massima diffusione, le ha tradotte in formule, immagini e azioni. Dalla stampa di francobolli che celebravano i diritti delle donne al boicottaggio del censimento col motto “Se non contiamo, perché ci contano?

Le storie della sua lotta sono state intervallate da atti simbolici che hanno fatto epoca.

Nacque a Saint-Priest-en-Murat il 10 aprile 1848, in una famiglia di proprietari terrieri. Messa in convento dopo la morte del padre e successivamente anche della madre, ne uscì con un animo anticlericale. Nel 1869, si trasferì a Parigi dove, l’instaurazione della Terza Repubblica aveva aperto la strada all’attivismo femminile in favore della riforma del Codice civile napoleonico per il divorzio, l’istruzione e l’indipendenza economica delle donne.

Repubblicana fervente, Hubertine Auclert arrivò al femminismo leggendo una lettera di Victor Hugo del 1872, in cui lamentava l’ingiustizia della legge che concedeva i diritti agli uomini lasciando alle donne i soli doveri. 

Apportò un nuovo valore alla parola Femminismo,  precedentemente usata soltanto come termine dispregiativo, definita come la lotta per il miglioramento della condizione delle donne. Il termine venne poi reso popolare dalla stampa francese nel 1892, in occasione del “Congresso generale delle società femministe” di Parigi.

Nel 1876 fondò la società Le droit des femmes che nel 1883 assunse il nome Le suffrage des femmes, per richiedere il diritto di voto alle donne.

Approntò anche una battaglia per il giusto uso delle parole come mezzo efficace per promuovere e garantire l’uguaglianza tra donne e uomini in tutti gli ambiti della società. Sostenne quindi la declinazione femminile dei nomi commerciali e delle funzioni. 

Poiché, nel 1878, il Congrès international sur les droits des femmes di Parigi non sostenne il diritto di voto delle donne, lanciò la rivolta fiscale femminile dichiarando che, in assenza di riconoscimenti politici, le donne non potevano essere soggette a contribuzione fiscale. 

Il 18 febbraio 1881 fondò La Citoyenne, un mensile femminista che aveva come motto Oser, résister.

Nel 1884 denunciò le ingiustizie della normativa sul divorzio, che risultava economicamente sfavorevole alle donne, e propose una legge, molto innovativa per l’epoca, che stabiliva la separazione dei beni dei coniugi al momento del matrimonio, in modo da garantire a entrambi un equo reddito in caso di divorzio.

Nel 1900 ha contribuito alla fondazione del Conseil national des Françaises, organizzazione promotrice del suffragio femminile.

Nel 1908 le donne francesi ottennero per legge la disponibilità del proprio reddito. Nello stesso anno, Hubertine Auclert bruciò simbolicamente un’urna delle elezioni comunali di Parigi e, due anni dopo, sfidò le autorità candidandosi alle elezioni politiche.

Non ha vissuto abbastanza per vedere la realizzazione della sua principale richiesta, il suffragio universale, ma, grazie alle sue battaglie e petizioni, ha comunque ha contribuito a cambiare la condizione di tante donne e lavoratrici in Francia. 

È morta a Parigi il 4 agosto 1914. Sepolta nel cimitero del Père-Lachaise, la scultura sulla sua tomba rappresenta Il voto delle donne.

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