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Khalida Jarrar la donna di cui Israele ha paura

Khalida Jarrar la donna di cui Israele ha paura
Sebbene fisicamente siamo tenute prigioniere dietro recinzioni e sbarre, le nostre anime rimangono libere e si librano nei cieli della Palestina e del mondo. Indipendentemente dalla gravità delle pratiche dell’occupazione israeliana e dalle misure punitive imposte, la nostra voce libera continuerà a parlare a nome del nostro popolo che ha subito catastrofi terribili, sfollamenti, occupazione e arresti. Continuerà anche a far conoscere al mondo la forte volontà palestinese di rifiutare e sfidare incessantemente il colonialismo in tutte le sue forme. Lavoriamo per stabilire e consolidare i valori umani e ci sforziamo di ottenere la liberazione sociale e economica che unisca insieme le persone libere del mondo”.
Khalida Jarrar è una parlamentare palestinese femminista, attivista per i diritti umani, membra del Fronte Populare per la Liberazione della Palestina (PFLP) e rappresentante eletta del Consiglio Legislativo Palestinese (PLC). È anche la rappresentante palestinese al Consiglio d’Europa e a capo del Comitato dei prigionieri del PLC. Ha svolto un ruolo importante nella richiesta della Palestina di aderire alla Corte penale internazionale.
Nata il 9 febbraio 1963, insegna all’Università Bir Zeit e vive con la famiglia a Ramallah.
Una donna talmente scomoda che da alcuni anni entra e esce dal carcere. Il suo primo arresto risale all’8 marzo 1989, dopo aver partecipato a una manifestazione nella Giornata Internazionale della Donna. Ha anche lavorato con l’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e il lavoro per i rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente, dove si è distinta per il suo impegno a favore dei diritti delle donne.

Dal 1998 le è stato vietato di viaggiare al di fuori dei territori palestinesi occupati, dopo aver partecipato al vertice in difesa dei diritti umani a Parigi.

Nel 2005 le autorità israeliane le hanno impedito di lasciare il paese, il sesto rifiuto dal 2000, per partecipare a una conferenza sui diritti umani in Irlanda. Nonostante non ci fosse  nessuna accusa di reato.

Nel 2014, ha resistito al tentativo forzato di spostarla dalla sua casa di famiglia a Gerico.
Nove mesi dopo, nell’aprile 2015, è stata condannata alla detenzione amministrativa, che è un’incarcerazione senza accusa né processo. Dopo una protesta globale è stata portata davanti ai tribunali militari israeliani e ha dovuto rispondere di 12 accuse basate sulla sua attività politica: dal tenere discorsi, alla partecipazione a eventi a sostegno dei prigionieri palestinesi. Ha scontato 15 mesi, rimasta libera solo per altri 13 prima del suo arresto nel 2017.

Durante la sua detenzione oltre 275 organizzazioni, tra cui anche Amnesty International, hanno firmato un appello internazionale per il suo rilascio.

Nel 2019 è stata arrestata mentre insegnava diritto internazionale e storia del movimento palestinese alla Bir Zeit University. La sua classe è stata  cancellata e gli studenti presi di mira per le loro attività politiche e studentesche nel campus.

Khalida Jarrar è una sostenitrice di lunga data della libertà dei prigionieri palestinesi, è stata vicepresidente e direttrice esecutiva della Addameer Prisoner Support and Human Rights Association. Fa parte del comitato palestinese che ha aderito allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale presentando prove sui crimini israeliani in corso.

Dopo mesi di detenzione amministrativa è stata condannata a due anni per aver rivendicato i diritti delle detenute. Sarà rilasciata alla fine dell’ottobre 2021.
L’accusa è di incitamento alla violenza e appartenenza a una organizzazione illegale, il Fronte popolare per la liberazione della Palestina, che, come tutti i principali partiti politici palestinesi, è etichettato come organizzazione proibita dall’occupazione israeliana. 

Dalla sua ultima detenzione nel 2019, Khalida Jarrar ha continuato a resistere e a parlare. Ha scritto la prefazione al libro di Ramzy Baroud, “These Chains Will Be Broken”, che racconta le storie di prigionieri politici palestinesi e detenuti:

In realtà, queste non sono solo storie di prigionia. Per i palestinesi, la prigione è un microcosmo della lotta molto più ampia di un popolo che rifiuta di essere ridotto in schiavitù sulla propria terra e che è determinato a riconquistare la propria libertà, con la stessa volontà e lo stesso vigore di tutte le nazioni una volta colonizzate.”

Khalida Jarrar ha 57 anni e gravi problemi di salute, ma una forza d’animo che va ben oltre le pareti del carcere e degli ideali così forti da superare qualsiasi muro. Lotta per i suoi valori e il suo popolo e non si arrende, nonostante sia ingiustamente reclusa da ormai troppo tempo.

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