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Alanis Morissette

Alanis Morissette cantautrice e attrice

Quando scrivo devo indossare un elmetto perché mettere mano a un nuovo disco è come bere il siero della verità e mettermi a nudo.

Alanis Morissette, cantautrice e attrice canadese emersa nella scena rock alternativa alla fine degli anni Novanta per la sua musica energica e testi sempre taglienti e sinceri.

Nata il 1° giugno 1974 a Ottawa, ha vissuto parte dell’infanzia in Germania. I genitori, entrambi insegnanti in scuole militari, spostavano la famiglia in giro per il mondo. Ha iniziato a suonare il piano e comporre canzoni sin da piccolissima, a dieci anni recitava in uno spettacolo televisivo per bambini che le ha portato ingaggi al cinema e nel mondo dello spettacolo. A dodici anni, coi soldi guadagnati, ha aperto una sua etichetta discografica e inciso il suo primo singolo. Due anni dopo era già sotto contratto con una major che le ha pubblicato il primo album, uscito nell’aprile 1991, non aveva ancora compiuto 17 anni, che le ha fatto vincere un disco di platino e un Grammy come miglior cantante esordiente.

Si è trasferita a Los Angeles, dove, da adolescente talentuosa e altrettanto rabbiosa, si esibiva in vari locali notturni. Ha colpito l’attenzione della pop star Madonna, che l’ha messa sotto contratto producendole il suo primo album Jagged little pill che ha venduto 28 milioni di copie e scalato le classifiche di tutto il mondo.

Musicista dall’inesauribile energia, capace di scavare i recessi più profondi dell’animo con la sua ingenua irruenza, è diventata in breve la nuova icona del rock alternativo. Aveva ventuno anni quando un’intera generazione di giovani si identificava con lei e con le sue canzoni, vinceva innumerevoli premi e compariva sulle copertine delle riviste di tutto il pianeta.

Quando il successo è diventato spropositato e le attenzioni dei media nei suoi confronti quasi morbose, è sparita dalle scene per due anni e si è rifugiata in India. È tornata rigenerata e ha inciso un nuovo disco molto spirituale e originale, Supposed former infatuation junkie.

In concomitanza con la musica ha lavorato anche come attrice, al cinema ha impersonato Dio in Dogma di Kevin Smith e recitato in molti altri film, ha fatto diversi spettacoli teatrali tra cui i Monologhi della vagina, recentemente ha scritto e prodotto un suo musical. È apparsa anche in varie serie tv come Sex and the City.

Nella sua carriera ha vinto più volte premi di ogni tipo, Grammy, Juno, British Awards, Billboard Awards, MTV Video Music Awards, Golden Globe e molti altri ancora.

Ricorrente nei suoi testi è il tema dell’amore e delle difficili relazioni con gli uomini, soprattutto nei primi dischi.

Dopo diversi percorsi e grandi collaborazioni musicali, è diventata una musicista matura che usa la canzone come medium per estrarre e dare un senso ai mille pensieri che affollano la sua mente.
I suoi testi sono melodie ariose e orecchiabili ma molto ben congegnate, ritornelli efficaci sempre esaltati da quella voce limpida riconoscibile tra mille, unica costante sono i suoi personalissimi testi.

Nei suoi brani più recenti, Alanis Morissette riversa se stessa in cerca di una connessione spirituale col mondo.

Non ha mai fatto mistero di aver vissuto nella sua vita disagi di vario tipo, disturbi alimentari, incapacità di dormire, depressione tornata anche dopo la nascita dei suoi tre figli, ma il demone interiore evidente in ogni sua composizione, dopo trent’anni, ha svelato la sua natura. Recentemente, infatti, ha raccontato nel documentario Jagged di essere stata abusata da diversi uomini quando aveva 15 anni.

Lo dico ora, perché prima nessuno mi ascoltava. Mi ci sono voluti anni in terapia. Dicevo sempre che ero consenziente, e poi mi veniva ricordato ‘Ehi, avevi 15 anni, non puoi dare il tuo consenso a 15 anni‘.

A quarantasette anni ha trovato la forza di raccontare ciò che ha vissuto.

Mi ero confidata con alcune persone, ma le mie parole erano cadute nel vuoto. Molti si chiedono ‘Perché quelle donne hanno aspettato 30 anni per parlare?’ E io rispondo: Non hanno aspettato 30 anni. Nessuno le ascoltava, oppure erano minacciate o lo era la loro famiglia. Le donne non aspettano, è la nostra cultura che non ascolta. È la nostra cultura che se ne lava le mani.

E anche a questo era dovuta la sua rabbia giovanile, l’ostentazione nel parlare di sesso, l’eviscerare le difficoltà dei rapporti amorosi, la successiva spasmodica ricerca di misticismo, di catarsi. È dovuta arrivare a quasi cinquant’anni, spronata sicuramente anche dall’eco di consapevolezza che ha scatenato il movimento #metoo per riuscire ad accettare che era soltanto una ragazzina in mano a orchi che le hanno rubato l’adolescenza e la spensieratezza.

Oggi è una donna consapevole, impegnata, più centrata e forse questo le ha dato la forza di mettersi a nudo e testimoniare del suo dolore, affinché certi argomenti non vengano taciuti e sviliti.

 

#unadonnalgiorno

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