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Annie Ernaux

Annie Ernaux scrittrice francese

Annie Ernaux è forse la più famosa scrittrice francese vivente. 

Nella sua carriera ha sfiorato il Nobel e ricevuto un’infinità di onorificenze tra cui il Premio Marguerite Yourcenar e il Premio Hemingway.

Nata a Lillebonne, in Normandia, il 1º settembre 1940, da una famiglia di modeste condizioni sociali, si è laureata all’Université de Rouen e ha iniziato a insegnare lettere moderne in un liceo.

Negli anni Settanta ha militato nel movimento femminista e scritto di politica su Le Monde.

Il suo romanzo d’esordio è stato Gli armadi vuoti, del 1974.

Attraverso le sue opere ha raccontato alcuni degli avvenimenti che hanno segnato la sua vita, un aborto clandestino in L’evento, una storia d’amore con un amante russo in Passione semplice, la morte di sua madre in Una vita di donna, il suo tumore in L’Usage de la photo.

Nel 2000 ha smesso di insegnare per dedicarsi completamente alla scrittura de Gli anni (Les Années), pubblicato nel 2008, vincitore di diversi importanti premi. 

La sua opera non può essere classificata né come autobiografia né come romanzo al punto che, negli anni Ottanta, ha chiesto alla sua casa editrice, Gallimard, di rimuovere dalla copertina dei suoi libri qualsiasi riferimento a un particolare genere letterario.

La sua scrittura integra una varietà di generi differenti: prosa narrativa, diaristica, etnografia, sociologia e autobiografia.

L’allontanamento dalle categorie tradizionali della letteratura è l’elemento che maggiormente connota in senso innovativo la sua opera.

Per Annie Ernaux la scrittura è un atto politico attraverso cui chi legge si sensibilizza, ad esempio, sulla questione del “privilegio di nascita”, e sull’esperienza di genere in una società patriarcale.

L’obiettivo dei suoi testi è quello di trattare i temi trascurati dalla letteratura convenzionale, raccontando le storie autentiche delle minoranze, che lei definisce petits gens.

L’originalità del suo lavoro è la commistione fra letteratura e sociologia. La sua narrazione fonde esperienza storica con l’esperienza individuale.

Il vissuto personale viene descritto come prodotto sociale.

Ha più volte affermato di essere un’etnologa di se stessa, di voler rifuggire dalla scrittura di una mera autobiografia, intesa come ricostruzione retrospettiva illusoria di sé.

Gli episodi della sua vita vengono narrati senza abbellimenti o interpretazioni, tralasciando le emozioni e frapponendo una distanza oggettiva. Annie Ernaux rivendica una scrittura neutrale “senza giudizio, senza metafore, senza paragoni romantici“, evocando uno stile “lento, che non esalta né svaluta i fatti raccontati,” ma cerca di “rimanere in linea con i fatti storici documentati“.

 

#unadonnalgiorno

 

 

 

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