femminismistoria

Hermila Galindo, la prima femminista messicana

Hermila Galindo

Hermila Galindo, pioniera del movimento femminista messicano, agli inizi del Ventesimo secolo, sfidando la mentalità del tempo, ha sostenuto l’educazione sessuale nelle scuole, il suffragio femminile e il divorzio quando le sue connazionali non godevano di alcun diritto.

Non ha avuto remore a schierarsi contro il controllo esercitato dalla Chiesa cattolica ed è stata la prima donna a candidarsi per una carica elettiva in Messico.

Hermila Galindo Acosta nacque a Ciudad Lerdo, nello stato di Durango, il 2 giugno 1886, dalla relazione di sua madre con un uomo sposato. La sua condizione di ‘figlia illeggitima’ per la società retriva e bigotta in cui era cresciuta, le aveva instillato il seme del dissenso e il bisogno di autodeterminarsi. Aveva presto capito che le donne erano mantenute in condizione subordinata soprattutto attraverso l’istituzione del matrimonio e, non partecipando al dibattito pubblico, non avevano alcun potere decisionale sulle proprie vite e nella società tutta. 

Nel 1911 si era trasferita a Città del Messico dove, inserita nell’ambiente libertario, era diventata la segretaria privata di Venustiano Carranza, protagonista della rivoluzione e futuro presidente del paese che, colpito dal suo fervido impegno, l’aveva nominata, al pari dei suoi collaboratori maschi, sua rappresentante a Cuba e in Colombia, per pubblicizzare le sue politiche in America Latina.

Nel 1915 ha fondato la rivista La Mujer moderna che si avvaleva della collaborazione di diverse giornaliste e femministe.

Nel 1916 ha parlato al Primo Congresso Femminista sostenendo la libertà di scegliere i propri mariti senza interferenze da parte delle famiglie. Propugnava la libertà sessuale e che le donne venissero istruite sul controllo delle nascite. Era a favore del divorzio e contro la stigmatizzazione dell’avere figli al di fuori del matrimonio.

Per le sue opinioni radicali si fece non pochi nemici, anche nella sfera delle donne più conservatrici. 

Le sue proposte venivano spesso boicottate e osteggiate ma lei era ostinatamente convinta che Carranza, che aveva tanto supportato, avrebbe portato all’attuazione della riforma sociale e a realizzare il cambiamento che aveva promesso.

Quando venne disillusa, decise di candidarsi a deputata, prima donna a compiere questa scelta, nonostante il divieto della legge. Il Collegio elettorale, infatti, non ritenne validi i suoi risultati, ma il suo scopo era gettare le basi affinché le donne potessero decidere e condurre le elezioni da sole. La partecipazione femminile era necessaria nella sfera pubblica per cambiare le cose.

Negli anni ha partecipato a diversi congressi femministi e organizzato club rivoluzionari in giro per il Messico.

È morta il 18 agosto 1954 a Città del Messico.

Nel 2020 è stata effigiata sulla banconota da 1000 pesos.

Hermila Galindo è stata una rivoluzionaria che ha usato la sua scrittura come arma per ridare voce a coloro che ancora non l’avevano. Ha corso molti rischi in un periodo storico non facile, ma è andata avanti nelle sue convinzioni che hanno aperto la strada a importanti cambiamenti della società.

#unadonnalgiorno

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