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Audre Lorde. Nera, lesbica, madre, guerriera, poeta.

Aufre Lorde poeta e attivista intersezionale

Il mio potere di donna consiste nel definire me stessa e non farmi definire dall’esterno.

Quando oso essere potente, io uso la mia forza per servire la mia visione, poi diventa sempre meno importante se io abbia paura.

Silenzio e invisibilità vanno a braccetto con l’impotenza.

Rifuggiamo il silenzio ricercando le parole più adatte a dire un mondo in cui tutte crediamo, a costruire un ponte sulle nostre differenze.

Audre Lorde è stata femminista, militante, pensatrice, poeta e scrittrice statunitense.

Ha segnato la sua epoca e i decenni successivi, improntato l’azione politica di molte donne, suscitato risvegli di coscienza.

Nera, lesbica, madre, guerriera, poeta.

Così si è descritta Audre Lorde, figura chiave nella lotta per i diritti civili negli Stati Uniti che ha preceduto di decenni le tematiche intersezionali e travalicato la linea di confine tra movimenti antirazziali, femministi e omosessuali.

Nasce il 18 febbraio 1934 a Harlem, da genitori  di origini caraibiche, emigrati negli Stati Uniti negli anni Venti.

Fin da piccola, manifesta una personalità forte e sensibile, una precoce propensione per la lettura e la scrittura, nonostante alcuni problemi alla vista l’abbiano resa praticamente cieca fin da piccolissima.

Subisce da subito il pregiudizio razziale, a partire dalla diffidenza che la madre stessa provava nei confronti delle persone con la pelle più scura della sua, figlie comprese. Fra i problemi con i genitori e una generale difficoltà di comunicazione, si rivolge alla poesia come principale strumento di espressione e come mezzo per connettersi con gli altri “outsider”, ai margini della società.

Dopo aver frequentato l’Hunter College High School, un liceo per studenti particolarmente dotati, e pubblicato i primi componimenti su alcune riviste, nel 1954 si iscrive alla National University of Mexico, che ha rappresentato un periodo di particolare liberazione personale e intellettuale. Vince, successivamente, una borsa di studio per scrittori al Tougaloo College nel Mississipi.

In tutte le sue esperienze Audre Lorde rivendica la sua natura di persona “crazy and queer”, partecipando come attivista ai movimenti per l’affermazione delle persone afroamericane e  omosessuali e costruendo la sua poetica attorno a questi temi cardine. Frequenta la scena lesbica di New York.

A ventisette anni sposa Edwin Rollins, bianco laureato in legge e gay. Dalla loro unione nascono due figli, Elisabeth e Jonathan. Ma Audre Lorde non rinuncia alla sua omosessualità, che sempre più le appare come la sua autentica scelta di vita.

Gli anni 1968-70 vedono svolte fondamentali, con la pubblicazione del primo libro di poesie, la scoperta della vocazione di insegnante, la separazione dal marito e la scelta di convivere e crescere i suoi figli insieme a una donna, il precisarsi dell’impegno nei movimenti femminista e nero.

A partire dagli anni ’60 fonda associazioni femministe e insegna in diverse università.

Nel 1974 compie un viaggio in Africa alla ricerca di miti e leggende di dee e amazzoni nere, che diventano parte della sua scrittura e della sua immagine pubblica.

Diventa una figura amatissima, quasi mitica nel movimento femminista e nero.

Nel 1977 scrive La trasformazione del silenzio in linguaggio e azione, in cui afferma la necessità di superare il silenzio dettato dalla paura, di prendere la parola e di agire nel sociale.

Altro scritto molto noto è Usi dell’erotico: l’erotico come potere, in cui traccia un inedito e profondo collegamento tra eros, senso di sé, lavoro e eccellenza, individuando nell’erotico un potere femminile represso e negato, ma fondamentale.

Lorde vuole che le sue parole possano essere usate dal maggior numero possibile di persone, non solo dalle donne nere, che restano le sue interlocutrici privilegiate.

La sua storia personale la conduce a formulare una precisa interazione tra fattori ambientali e malattia, tra lotta contro il cancro e lotta politica, in una visione in cui la scelta della cura non può essere che olistica, in armonia con la sua credenza che siamo più forti e più saggi dell’insieme dei nostri errori.

Nel 1991, ottiene il titolo di “Poeta dello Stato di New York”.

Scrive, viaggia, tiene conferenze, stringe rapporti internazionali (con la compagna Gloria Joseph fonda la SISA, Sisters in Support of Sisters of South Africa), riscopre le figure di riferimento del passato, da Sojourner Truth a Angelina Weld Grimké.

Documenta l’invasione statunitense di Grenada, il piccolo stato insulare da cui proviene la sua famiglia.

Il mondo di Audre Lorde è vasto e variegato, abbraccia tutto il globo.

Come delegata culturale e femminista è stata in Russia nel 1976, in Nigeria, a Cuba, Nuova Zelanda e Australia, più volte nei Caraibi e a Berlino. Invitata nella capitale tedesca per tenere corsi e lezioni, presiede e ispira la nascita del movimento Afro-tedesco.

Si appassiona ai Ching e all’antroposofia, Bob Marley, la psicanalisi e le dee africane, New York e il sole dei Caraibi, il ballo, le belle donne e la buona cucina e, sempre, la poesia.

Un mondo permeato dal messaggio positivo della sua immensa vitalità.

Non ha remore a parlare di tutto, anche della sua malattia. Nel 1978, dopo la prima diagnosi di cancro al seno, scrive un lucidissimo resoconto The Cancer Journals.

Trascorre gli ultimi anni della sua vita nell’isola di St. Croix, nei Caraibi, insieme alla sua compagna.

Tra i testi fondamentali di Audre Lorde, Gli strumenti del padrone non smantelleranno mai la casa del padrone, del 1979; Zami. Così riscrivo il mio nome; la raccolta D’amore e di lotta e Sister Outsider.

È morta a causa di tumore al seno a soli 58 anni, il 17 novembre del 1992.

#unadonnaalgiorno

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