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bell hooks

bell hooks femminista intersezionale

bell hooks la donna che ci ha insegnato a trasgredire.

Scrittrice, accademica e attivista, tra le più importanti esponenti del femminismo intersezionale.

Nonostante abbia pubblicato più di 30 libri tra saggi, poesie e testi di critica letteraria e numerosi articoli accademici, fondato un proprio istituto di ricerca, il bell hooks Institute, in Italia è ancora troppo poco conosciuta.

È una delle più note esponenti del black feminism.

Il focus della sua scrittura è l’intersezionalità, il genere, il capitalismo e la sua capacità di produrre e perpetuare sistemi di oppressione e di dominio di classe.

bell hooks, con la sua scrittura intensa e accessibile, ci ha insegnato che la cultura, le rappresentazioni mediatiche e letterarie così come l’educazione che riceviamo e impartiamo non sono mai politicamente neutre.

Nacque il 25 settembre 1952 a Hopkinsville, Kentucky,  col nome di Gloria Jean Watkins in una famiglia della classe operaia. Educata nelle scuole pubbliche durante la segregazione razziale, si è laureata alla  Stanford University nel 1973 con master presso l’University of Wisconsin-Madison nel 1976.

Ha completato il suo dottorato in letteratura presso l’Università della California, Santa Cruz, con una tesi sulla scrittrice Toni Morrison, nel 1983.

È stata docente di inglese e studi afro-americani alla Yale University, professoressa associata di letteratura americana e studi sulle donne all’Oberlin College e lettrice emerita di letteratura inglese presso il City College di New York.

Nel 1978 ha scelto lo pseudonimo bell hooks (tutto minuscolo) che era il nome di sua nonna, come gesto politico, la scelta di inscrivere la propria nascita in una genealogia femminile, abbandonando la vecchia consuetudine patriarcale di attribuzione del nome.

Il rifiuto delle iniziali maiuscole rappresenta la rinuncia a qualsiasi privilegio autoriale, un invito a prestare maggiore attenzione alle idee e ai contenuti, piuttosto che alla voce che li esprime.

Il suo progetto intellettuale e politico è volto a dare visibilità e voce a donne nere rimaste inascoltate, invisibili, cancellate dalla storia anche quando prendono parola pubblicamente e si scagliano contro il potere.

Pensatrice femminista, postmoderna e critica culturale, il suo lavoro utilizza vari stili di scrittura e lingua. Ha scritto libri, articoli su riviste scientifiche e tradizionali ed è apparsa in diversi documentari.

Si serve della propria esperienza personale per dimostrare come, sulle donne nere, agisca un doppio livello di discriminazione e di oppressione. L’intreccio tra sessismo e razzismo le relega infatti al gradino più basso della scala sociale.

L’idea di bell hooks si discosta dalla teoria secondo la quale tutte le forme di oppressione derivano in ultima analisi dal patriarcato. Prospettiva successivamente sviluppata da altre teoriche che costituisce la base della corrente del femminismo intersezionale.

Esplorando le interconnessioni esistenti tra l’oppressione razziale e quella sessuale, bell hooks arriva all’elaborazione di uno dei suoi concetti più interessanti: quello di margine, inteso come luogo da cui è possibile irradiare nuove forme di resistenza. Il luogo della specificità e della differenza.

Il margine, che la popolazione nera conosce, rappresenta  lo spazio in cui è possibile riappropriarsi della soggettività e mettere in atto nuovi processi creativi.

bell hooks coglie le specifiche sfumature che caratterizzano le differenti forme di oppressione.

Teorizza che è necessario un nuovo sguardooppositional gaze, vero e proprio atto di ribellione, che avrà il potere di cambiare il modo in cui percepiamo la realtà.

L’opera di bell hooks è profondamente attuale perché ci parla di questioni ancora irrisolte e di pregiudizi che continuano a dare forma a un mondo in cui sopraffazione, discriminazioni e esclusioni sono ancora lontani dall’essere eliminati.

La potenza delle parole di bell hooks ci ricorda che il pensiero è azione e che uscire da questi schemi preconfezionati non solo è possibile, ma è necessario.

Sostiene che l’amore non può esistere nel bel mezzo di una lotta di potere e che le radici dei suoi problemi sono gli stereotipi di genere, il dominio, il controllo, l’ego, e l’aggressività.

Un tema prevalente nella sua più recente scrittura è la capacità delle comunità d’amore di superare le disuguaglianze di razza, classe e genere.

Afferma che la comunicazione e l’alfabetizzazione sono cruciali per lo sviluppo di comunità sane e relazioni che non sono contrassegnato da ineguaglianze di razza, classe o di genere.

Ha lasciato la terra il 15 dicembre 2021, ma i suoi insegnamenti hanno formato intere generazioni di femministe e la sua voce non può e non deve andare perduta.

#unadonnalgiorno

 

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