Non sono una persona che soffre di vitiligine. Non sono una modella con la vitiligine. Sono Winnie. Sono una modella. E mi capita di avere la vitiligine.
Winnie Harlow è la modella canadese che ha portato la vitiligine sulle passerelle e sulle copertine di tutto il mondo, cambiando l’idea di bellezza proposta dalla moda.
È nata a Mississauga, in Ontario, il 27 luglio 1994, con il nome di Chantelle Brown-Young, da Lisa Brown e Windsor Young, di origini giamaicane. Aveva quattro anni quando le è stata diagnosticata la vitiligine, una condizione cronica che fa perdere pigmentazione ad alcune zone della pelle.
In famiglia nessuno l’ha mai trattata come diversa. È stata la scuola a farle credere che in lei ci fosse qualcosa di sbagliato, con le prese in giro di compagne e compagni che hanno segnato la sua infanzia e la sua adolescenza.
La svolta è arrivata quando Tyra Banks l’ha voluta nel programma televisivo America’s Next Top Model. Non ha vinto, ma è stata la concorrente più votata dal pubblico e da lì ha costruito la sua carriera.
Sono così arrivate le campagne per grandi marchi come Desigual, Diesel, Fendi e Tommy Hilfiger, le copertine delle riviste e l’apparizione in Lemonade di Beyoncé.
È stata la prima modella con la vitiligine a sfilare per Victoria’s Secret.
Nel 2016 la BBC l’ha inserita tra le cento donne più influenti dell’anno. In seguito ha fondato Cay Skin, un marchio di prodotti solari pensati per tutte le tonalità di pelle.
Ha sempre rifiutato le etichette, anche quelle benevole. Non vuole essere il simbolo di una malattia né un esempio di coraggio, e chiede che la diversità nella moda diventi la normalità e non una tendenza.
Winnie Harlow ha obbligato un intero settore a guardare una pelle che per anni aveva nascosto. Lo ha fatto senza chiedere il permesso e senza chiedere compassione.
Non sono coraggiosa, sono sicura di me. Dirmi che sono coraggiosa perché esco di casa a mio agio nella mia pelle implica che nella mia pelle ci sia un problema.














