culturaletteratura

Elsa Morante

Elsa Morante

Scrittrice, poeta e traduttrice, Elsa Morante è stata tra le più importanti narratrici del secondo dopoguerra.

Prima donna insignita del Premio Strega nel 1957 con L’isola di Arturo, è l’autrice del romanzo La storia, considerato tra i cento migliori libri di tutti i tempi.

Per la sua estrema indipendenza da qualsiasi corrente o gruppo, il suo vasto ed eterogeneo bagaglio di letture, la capacità di rielaborare archetipi e modelli in un personalissimo stile e i suoi indimenticabili personaggi la rendono un’intellettuale che ha modellato coscienza e sensibilità nel corso delle esperienze della vita.

Celebre, una sua definizione stroncante di Benito Mussolini.

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare“.

Nata a Roma il 18 agosto del 1912, dalla relazione tra l’ebrea Irma Poggibonsi e Francesco Lo Monaco, viene riconosciuta da Augusto Morante, marito della madre, da cui prende il cognome.

Ama la scrittura da subito, ancora adolescente, scrive filastrocche e favole per bambini, poesie e racconti brevi, che a partire dal 1933, e fino all’inizio della seconda guerra mondiale, sono stati pubblicati su vari periodici. Terminato il liceo va a vivere da sola, iscrivendosi alla facoltà di Lettere, abbandonata presto per problemi economici. A partire dal 1935 si guadagna da vivere con la redazione di tesi di laurea, dando lezioni private di italiano e latino e collaborando con alcuni periodici.

Importante è la sua esperienza al settimanale Oggi, a partire dal 1939, dove scrive con gli pseudonimi di Antonio Carrera, o semplicemente firmandosi Renzo o Lorenzo Diodati.

Nel 1936 conosce Alberto Moravia con cui ha avuto una storia d’amore tra le più travagliate e romanzate di sempre.

Il suo primo libro, del 1941, è una raccolta di storie giovanili, dal titolo Il gioco segreto. L’anno dopo pubblica Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina, un testo di letteratura giovanile, di cui cura anche le illustrazioni e che nel 1959, verrà editato con un titolo diverso: Le straordinarie avventure di Caterina.

Il 14 aprile del 1941 sposa Moravia già scrittore famoso, con cui, due anni dopo, rifugia sulle montagne di Fondi a causa delle ripercussioni del regime fascista.

Il loro rapporto, sempre in costante tensione, è stato un alternarsi di momenti belli e brutti, il bisogno di autonomia e una forte esigenza di protezione e di affetto. Andavano avanti fra liti e tradimenti, in un sodalizio smagliante e furibondo.

Nel 1948, il suo primo romanzo Menzogna e sortilegio vede la luce grazie all’opera di Natalia Ginzburg. Il libro vince il Premio Viareggio e, nel 1951 viene tradotto negli Stati Uniti.

Tra il 1951 e il 1952 tiene alla radio una rubrica di critica cinematografica, che si conclude con le sue dimissioni a causa di un atto di censura subito dalla dirigenza RAI.

L’isola di Arturo del 1957 vince il Premio Strega e ispira l’omonimo film diretto da Damiano Damiani. La storia, raccontata in prima persona, narra dell’adolescenza del protagonista sull’isola di Procida, in un luminoso mondo ciclico, ritmato dalle stagioni e dalla natura, che il giovane abbandonerà dopo l’amore impossibile per la matrigna Nunziata e la conoscenza di un padre vissuto come una divinità sempre sfuggente e inaccessibile.

Contrastata e intensa è stata la sua amicizia con Pier Paolo Pasolini, di cui ha subito enormemente il fascino e con cui ha viaggiato e lavorato sui set dei suoi film.

Separata da Moravia dal 1961, senza mai divorziare, ha nutrito amori per uomini impossibili come Luchino Visconti e Bill Morrow, pittore newyorkese morto precipitando da un grattacielo nel 1962.

Nel 1974 pubblica il suo capolavoro, il romanzo “La storia“. È un successo popolare, agevolato dal suo stesso volere di farlo uscire direttamente in edizione economica.

Il libro viene anche criticato in maniera caustica da molta parte della critica militante, considerato troppo populista, perché l’autrice affianca la storia ufficiale della seconda guerra mondiale (rappresentata in liste di avvenimenti in ordine cronologico) con la storia di una coppia insolita ma inscindibile, la maestra Ida e il suo figliolino Useppe, nella Roma occupata dai nazisti. Un romanzo ponderoso dal fascino cinematografico che inquadra il quotidiano dei tanti personaggi, ebrei, sfollati, disertori, che cercano, attraverso dialoghi scarni eppure straordinari, il senso della loro vita e dell’esperienza condivisa.  La scrittura è caratterizzata dal connubio efficace fra immediatezza della comunicazione quotidiana e ricerca di uno stile che colga tutte le sfumature del reale.

Aracoeli, del 1983, è il suo ultimo romanzo, un viaggio dantesco del solitario protagonista maschile, Manuele, attraverso i falsi valori della borghesia, che smantella le illusioni di rivoluzione del ’68. La società descritta, sia quella degli anni dell’infanzia del protagonista, durante il fascismo, sia quella della sua maturità, negli anni ’70, ha le sembianze di un quadro futurista o di una perversa immagine circense.

Gli ultimi anni della sua vita, Elsa Morante subisce un intervento chirurgico e perde l’uso delle gambe, cosa che mina ulteriormente il suo stato psichico. Nell’aprile del 1983, tenta il suicidio aprendo i rubinetti del gas, viene salvata da una domestica.

In seguito all’appello di Moravia per ottenere un contributo dallo stato per le costose cure di Elsa Morante, all’epoca in ristrettezze economiche, viene varata la discussa legge Bacchelli.

Il 25 novembre del 1985, a seguito di un nuovo intervento di chirurgia, muore di infarto in una clinica di Roma, aveva 73 anni.

Nei suoi libri ha raccontato la resistenza disperata delle persone deboli, quelle zone oscure dell’animo che collegano le vicende individuali alla grande Storia.

Ha perseguito con caparbietà l’impegno di essere scrittrice selvatica e anarchica ma soprattutto «popolare».

La sua riflessione sulla condizione femminile, sull’omosessualità, l’emarginazione e ogni sorta di discriminazione, l’hanno resa una scrittrice contemporanea il cui sguardo profondo e disincantato è ancora oggetto di letture e studi.

You may also like

Vita Sackville-West
icone

Vita Sackville-West

Vita Sackville-West, scrittrice, poeta e botanica, legata al circolo di Bloomsbury, ha attraversato ...
Fausta Cialente
femminismi

Fausta Cialente

Fausta Cialente, scrittrice, giornalista e traduttrice, vincitrice del Premio Strega nel 1976 con Le ...

Comments are closed.

More in cultura

Phyllis Bennis
attivismo

Phyllis Bennis

Phyllis Bennis, giornalista, scrittrice e attivista, è consulente internazionale del Jewish Voice for Peace. ...
Mari Mori
asia

Mori Mari

Mori Mari è l’autrice giapponese che, per prima, ha scritto romanzi d’amore omosessuale. ...