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Giovanna Boccalini

Giovanna Boccalini

Giovanna Boccalini, educatrice e attivista, è stata tra le fondatrici dei Gruppi di Difesa delle Donne e della prima squadra di calcio femminile italiana.

Una lunga vita dedicata alle grandi battaglie per il lavoro e l’emancipazione femminile. 

Nata a Lodi il 24 settembre 1901 in una famiglia di operai, si è avvicinata al socialismo da giovanissima grazie a un celebre vicino di casa, lo scultore Ettore Archinti che l’aveva introdotta nella locale Società Generale Operaia di Mutuo Soccorso e poi nella sezione del partito, a cui si è iscritta a soli 17 anni.

Diplomata in pedagogia alla Scuola Normale Femminile, divenne maestra elementare, lavoro che ha svolto per gran parte della sua vita.

Ha partecipato a progetti educativi in scuole popolari per contrastare l’analfabetismo e l’abbandono e lavorato per introdurre riforme che mirassero a fornire alle donne un più ampio accesso a risorse e opportunità. 

Nel 1925 ha sposato Giuseppe Barcellona, procuratore alle imposte siciliano trasferitosi a Lodi, da cui è nato Giacomo, in memoria di Matteotti, il deputato socialista rapito e ucciso dai fascisti.

Nel 1927 la famiglia si è trasferita a Milano dove è nata la secondogenita, Grazia.

Nel 1933, insieme alle sue tre sorelle Luisa, Marta e Rosetta, ha fondato la prima squadra di calcio femminile italiana, il GFC (Gruppo femminile calcistico), osteggiata dal regime fascista che ben presto ne decretò la chiusura. Suo marito, in quel periodo, venne mandato al confino.

Partigiana durante la Resistenza, nel 1943 si è iscritta al PCI, iniziando una militanza nel partito durata fino alla sua morte.

Ha contribuito alla fondazione dei Gruppi di Difesa della Donna, organizzazione interpartitica femminile che aveva tra i suoi scopi il sostegno alla lotta per la Liberazione e l’emancipazione e l’educazione democratica femminile che ha perseguito anche attraverso il giornale Noi Donne, di cui è stata direttrice.

Straordinaria è stata la sua capacità di coinvolgere, organizzare e dirigere gruppi eterogenei di donne facendole sentire parte di un progetto comune.

Nelle prime elezioni amministrative libere è stata eletta al Comune di Milano, per la sua spiccata abilità oratoria, il partito la inviava a presenziare comizi in varie parti d’Italia.

Al termine del conflitto bellico è stata nominata commissaria alla previdenza e all’assistenza e ha fatto parte del CLN in Lombardia come rappresentante dell’Unione Donne Italiane.

Nel 1949 ha contribuito a fondare il patronato CGIL INCA, di cui è stata vicepresidente, ha ricoperto lo stesso ruolo nell’INPS.

Come assessora all’infanzia si è occupata di straordinarie iniziative come quella dei Treni della Felicità, alle amministrative del 1951 è stata rieletta consigliera.

Ha fatto parte del Comitato Centrale del PCI nei difficili anni 1953-56.

Il 25 aprile 1965 è stata insignita della Medaglia d’oro per aver fatto parte del CLN Lombardo, nello stesso anno le è stata consegnata la Mimosa D’Oro, premio riservato a quelle donne che avevano fatto parte del Comitato costitutivo dell’UDI .

Attiva politicamente fino agli anni ottanta, si è spenta ad Osnago il 24 giugno 1991 lasciandoci un’importante testimonianza di impegno civile e politico. Ha gettato un ponte tra l’esperienza emancipazionista pre-fascista e il femminismo.

I suoi importanti contributi all’istruzione, ai diritti delle lavoratrici e lo sdoganamento di attività sportive, precedentemente di appannaggio maschile, hanno lasciato un impatto duraturo sulla società italiana.

Il 12 giugno 2021 il Comune di Milano ha intitolato alle calciatrici del 1933 una via all’interno del Parco Sempione.

Il 24 settembre 2023, per il suo 122esimo compleanno, Google l’ha celebrata con un Doodle facendo conoscere il suo nome e la sua storia a un ampio pubblico che ne ignorava l’esistenza.

#unadonnalgiorno

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