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Gli occhi di Bette Davis

Gli occhi di Bette Davis

Bette Davis, è stata una delle prime grandi attrici istrioniche di Hollywood, sempre sul filo del virtuosismo, dell’arguzia e della crudeltà,  un prototipo di dark lady.

Tra le grandi dive di Hollywood è quella che forse più di tutte immette, nella grana patinata dell’icona, tutta una serie di elementi inquietanti, che turbano il perfetto equilibrio dell’immagine della star e ne contrassegnano ancora oggi l’indiscutibile modernità.

Bette Davis è stata una delle più grandi attrici della storia del cinema. Vinse due Oscar, fu la prima persona ad arrivare a dieci nomination per la recitazione e in oltre 60 anni recitò in più di 100 film.

Bette Davis è ricordata per i tanti personaggi forti e complicati che interpretò, per un notevole senso dell’ironia, per i suoi grandi occhi espressivi e per la grande rivalità con l’attrice Joan Crawford, con la quale recitò in Che fine ha fatto Baby Jane?. 

Bette Davis era nata nel 1908 in Massachusetts e quando i genitori divorziarono lei si trasferì con la madre e la sorella a New York.

All’inizio voleva fare la ballerina, ma poi scelse di studiare da attrice. Negli anni Venti iniziò a fare teatro a Broadway e nei Trenta arrivò a Hollywood, dove firmò un contratto per realizzare alcuni film per la Universal (allora gli attori erano dipendenti delle grandi case di produzione, che affidavano loro un film dietro l’altro).

Bette Davis non rispettava per niente i canoni di bellezza dell’epoca e per questo le causò non pochi problemi.

Anno dopo anno, però, si fece apprezzare per un talento non comune, per la disponibilità e la capacità di interpretare ruoli di ogni tipo in film di ogni genere (anche personaggi e film che molte altre sue colleghe rifiutavano, ritenendoli inadatti per la loro carriera) e anche per i suoi grandi occhi magnetici.

Pare che il primo a notarli fu un direttore della fotografia che, quando ancora Bette Davis non aveva recitato in nessun film e veniva solo usata in alcuni screen test (le prove di certe scene, con attori spesso diversi da quelli definitivi), la suggerì per un ruolo in The Bad Sister, che uscì nel 1931 e fu il suo primo film.

“Bette” era l’abbreviativo di Elizabeth, il suo vero nome; si racconta che la Universal provò a cambiare il suo nome in “Bettina Dawes” ma che lei si rifiutò, dicendo che non voleva passare il resto dei suoi giorni facendosi chiamare “Between the Drawers”, che tradotto in italiano vuol dire “tra i cassetti”.

Nel 1932, Bette Davis firmò un contratto di sette anni con la Warner Bros. La sua carriera decollò dopo il film drammatico The Man Who Played God. Successivamente recitò in diversi film all’anno, diventando una delle star dell’epoca.

I suoi film migliori arrivarono tra il 1935 e il 1945: vinse gli Oscar come Miglior attrice per Paura d’amore e Figlia del vento e fu nominata per Schiavo d’amore, Tramonto, Ombre malesi, Piccole volpi, Perdutamente tua e La signora Skeffington. 

Nel 1951, recitò in Eva contro Eva, che insieme a Titanic e La La Land è l’unico film a essere arrivato a 14 nomination agli Oscar.

Nonostante Eva contro Eva, gli anni Cinquanta non le andarono bene. A molti la sua sembrava una carriera finita, invece a un certo punto fu scelta per recitare in Che fine ha fatto Baby Jane?

Thriller psicologico basato su un romanzo del 1960: un film duro su una ex attrice che tiene in ostaggio la sorella paraplegica.

Bette Davis interpreta Jane Hudson, cioè la Baby Jane del titolo.

La rivalità tra Bette Davis e Joan Crawford è stata molto discussa e celebrata.

È certo che le due non si stessero simpatiche e sembra anche che entrambe si innamorarono dello stesso uomo (che alla fine divenne il secondo marito di Crawford), ma tra le due c’era anche un certo rispetto reciproco.

Robert Aldrich, il regista di Che fine ha fatto Baby Jane?, disse che le due si odiavano ma con professionalità.

In generale, Bette Davis non è stata raccontata come una persona particolarmente alla mano e lei stessa disse: «Nel mio lavoro, se non parlano di te come di un mostro, allora non sei una star».

Dagli anni settanta le sue apparizioni cinematografiche sono state sempre più selezionate e rade, Bette Davis si concentrò soprattutto sulla televisione.

Nell’ultimo periodo della sua esistenza con un’autobiografia dal titolo “Questo e quello” (1987) l’attrice è stata impegnata a difendere il suo nome dalla biografia della figlia Barbara, che la descrive come isterica e alcolizzata.

Nel corso della sua vita Bette Davis è stata spesso colpita dalle malattie: prima una osteomielite, poi un tumore al seno, un ictus e un infarto. È morta nel 1989.

La sua è stata una lunga e complessa carriera di artista versatile, atipica e lontana dagli schemi dell’iconografia divistica hollywoodiana.

#unadonnalgiorno

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