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Christine de Pizan prima scrittrice professionista d’Europa

Christine de Pisan

Christine de Pizan è una delle personalità più affascinanti del tardo Medioevo.

È stata la prima scrittrice professionista in Europa e la prima storica laica di Francia, fu anche poeta, editrice e filosofa.

Nacque col nome di Cristina da Pizzano a Venezia nel 1365. Trascorse tutta la vita a Parigi, dove si era trasferita da bambina seguendo alla corte di re Carlo V il padre, Thomas de Pizan, laureato all’Università di Bologna, prima consigliere della Repubblica e poi medico, astrologo e consigliere personale del re.

Crebbe nell’ambiente agiato e vivace di corte, dove ebbe modo di formarsi e istruirsi alla Biblioteca Reale del Louvre.

Rimasta vedova a venticinque anni, con tre bambini piccoli e una madre di cui doversi occupare, si assunse responsabilità e obblighi considerati a quel tempo prerogativa maschile. Si rafforzò e cominciò a districarsi negli affari maschili, anche in cause legali, e avviò la sua attività letteraria, inizialmente solo come copista e poi anche come scrittrice.

Della metamorfosi da essere femminile a essere maschile lasciò traccia nel suo Livre de Mutacion de Fortune.

Ben presto le sue opere cominciarono a riscuotere successo a corte dove ebbe illustri committenti come i fratelli di Carlo V e la regina Isabella di Baviera.

Nei suoi scritti attingeva dalle esperienze personali e non da religione o mitologia, come era usanza ai suoi tempi.

Nel 1404 ha redatto una biografia di Carlo V che riportava eventi di cui era stata testimone.

La sua opera si compone di ballate, scritti politici e biografie, che dimostrano la sua grande cultura, assolutamente inedita per una donna della sua epoca.

I suoi lavori più importanti sono La città delle dame, del 1405, in cui rovesciava i luoghi comuni dell’inferiorità femminile che risalivano all’autorità di Aristotele, e il Dettato dedicato a Giovanna d’Arco scritto poco prima di morire, nel 1430.

La città delle dame è la testimonianza delle sue profonde intuizioni e riflessioni sulla disparità culturale fra uomo e donna, e sull’esclusione femminile dal sapere. Vi traccia i profili delle più interessanti figure femminili dell’antichità, regine, sante, guerriere, poetesse, scienziate, indovine, come Minerva, Medea, Saffo, Didone, Giuditta, abitatrici di un’immaginaria città fortificata dove imperano esclusivamente Ragione, Rettitudine e Giustizia.

Numerose le sue critiche e argomentazioni contro chi ostacolava l’istruzione delle donne, estromettendole dalla cultura e impedendo loro un naturale arricchimento, così come alla misoginia di molti autori: sarebbero molto irritati se le donne ne sapessero più di loro.

In tutto il libro traspare il suo orgoglio di donna, che la porta a ribaltare completamente le convinzioni del tempo, attaccando con decisione la tradizione letteraria maschile, impostasi solo per l’assenza di una corrispondente tradizione letteraria femminile.

«Che onore per il sesso femminile quando questo nostro regno interamente devastato, fu risollevato e salvato da una donna, cosa che cinquemila uomini non hanno fatto» ha scritto  a proposito della Pulzella d’Orleans.

Christine de Pizan è stata la prima scrittrice della storia a documentare e difendere le gesta di altre donne, è riuscita a fare della sua cultura uno strumento di auto affermazione. 

 

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