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Luce Irigaray

Luce Irigaray

Se ogni donna si accontenta di rivendicare il diritto alla propria soggettività, temo che una condivisione pubblica fra le donne non potrà mai esserci. Lo stesso vale se si accontentano di cercare di appropriarsi di un’oggettività culturale e politica definita da e per gli uomini.

Luce Irigaray filosofa, psicanalista e linguista femminista, massima esponente del pensiero della differenza di genere, il cui lavoro ha influenzato, per decenni, i movimenti femministi francesi e italiani.

Il nucleo attorno al quale si sviluppa il suo pensiero è il tema dell’alterità: muovendo da quella di genere, identificando il femminile come la più significativa rimozione operata dalla cultura occidentale.

Riflettendo sul tema della differenza, sul mistero dell’altro, sulla necessità di un pensiero femminile maturo e saggio, ha rivisto le categorie fondamentali della psicoanalisi e della filosofia.

Praticando i circoli femministi parigini, negli anni settanta, ha partecipato alle manifestazioni per la contraccezione e il diritto all’aborto.

Concentrata sul tema della democrazia e dei diritti sessuati, promuove un modello di cittadinanza che tenga conto dell’elemento della differenza sessuale, come di quella di etnia, di cultura o di religione.

È nata a Blaton, in Belgio, il 3 maggio 1930 e si è laureata in Filosofia presso l’Università Cattolica di Lovanio, nel 1955. Trasferitasi in Francia, si è laureata in psicologia presso l’Università di Parigi e poi diplomata in psicopatologia.

Ha lavorato per la Fondazione Nazionale della Ricerca Scientifica in Belgio e poi presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica di Parigi, dove è direttrice di ricerca.

Nel 1968 ha ricevuto un Dottorato in Linguistica e due anni dopo, ha iniziato a insegnare all’Università di Vincennes dove è entrata a far parte dell’EFP – Ecole Freudienne de Paris, fondata da Jacques Lacan.

Nella sua tesi di dottorato, pubblicata nel 1974, dal titolo Speculum, de l’autre femme, critica con pungente ironia il pensiero di Freud e di Lacan sulla sessualità femminile. Il libro ha segnato la sua rottura con Lacan e la sospensione dall’incarico di docente.

L’opera, che è diventata un classico del pensiero femminista, parla della donna e della sua sessualità senza definirla, senza concluderla, contro tutte le pratiche e le ideologie che dagli inizi del pensiero occidentale hanno ridotto il suo corpo al silenzio, all’uniformità, alla soggezione.

Nel 1991 è stata eletta deputata al Parlamento Europeo.

Nel 2008 le è stata assegnata la laurea honoris causa in Letteratura dallo University College di Londra.

Se inizialmente la sua ricerca era dedicata a una critica radicale del discorso fallogocentrico, successivamente si è rivolta a definire i valori necessari per assicurare l’autonomia del soggetto femminile, per poi arrivare a mettere in pratica le condizioni per una cultura e una convivenza fra soggetti differenti invitando ad analizzare a fondo il tema delle differenze di genere come elemento fondamentale per giungere a un vero multiculturalismo.

La piena comprensione delle differenze tra uomo e donna è la base fondamentale per rendere possibile una globalizzazione non distruttiva della soggettività individuale e delle culture. Per ricercare un futuro più giusto e felice per l’umanità.

Luce Irigaray ha compiuto molti studi sul linguaggio sostenendo che se il dialogo è alla base del confronto è importante cambiare il nostro modo di parlare affinché sia portatore di nuovi valori, fuori dai vincoli delle abitudini e delle consuetudini.

La differenza sessuale ha bisogno di un linguaggio che la determini senza attraversare necessariamente attraverso l’immaginario maschile.

Suggerisce un nuovo modo di pensare che coinvolga il rapporto tra arte, religione e filosofia, ritenendo necessario, per passare a una nuova tappa dell’evoluzione della cultura, scoprire un nuovo alfabeto e una nuova grammatica politica.

La politica, per non dire la democrazia, dovrebbe essere un affare di convivenza civile fra le persone prima di essere un affare di rivalità per il possesso, il potere, la poltrona.

#unadonnalgiorno

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