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Marcella Campagnano – La ricerca dell’identità femminile

L'invenzione del femminile. Ruoli (1974-80)

La decostruzione del canone femminile disegnato dalla società patriarcale è stato l’incipit della produzione di Marcella Campagnano.

Sin dagli anni Sessanta l’artista utilizza la camera come strumento per registrare il mutamento d’identità nel corpo e nel soggetto femminile

Non sono una fotografa, non perché ho studiato pittura a Brera, ma perché la macchina fotografica è solo lo strumento più diretto e immediato che, intorno alla metà degli anni Sessanta, cominciai a utilizzare come una scrittura, per fissare via via i frammenti e i luoghi dell’esperienza e perché stavo maturando l’urgenza di aprirmi e dialogare con le mie simili.

Con le immagini e la mia consapevolezza ho “fatto” femminismo.

Il lavoro sui Ruoli (1974–1980) è nato da stimoli fortemente motivati dalla ricerca dell’identità.

La fotografia è stata solo lo strumento che ha registrato la mobilitazione spontanea, partecipata ed entusiastica di decine di amiche che, in quei giorni, si prestavano allegramente a un gioco di svelamento del proprio essere al mondo, di cui ognuna di noi coglieva la sotterranea induzione da parte di modelli maschili, che da secoli suggeriscono e guidano la nostra possibile o improbabile identità femminile.

Le mie “modelle”, negli anni Settanta, erano intenzionalmente fermate e fotografate nei consueti contesti urbani.

Questo scandaglio testimoniava la surreale coesistenza di vita, di quotidianità, mentre nelle vie si consumavano, a volte, terribili agguati mortali.

Tutto questo si riproduceva in modo quasi sconcertante, via per via, negli agglomerati urbani che ancora oggi testimoniano spazi scanditi e assegnati per le emozioni, gli affetti, il lavoro: la coazione a ripetere. Questo ho voluto documentare con le mie foto.

Noi giovani ragazze di allora, anonime nella nostra vita quotidiana, abbiamo voluto lasciare una traccia che la macchina fotografica ha trattenuto ma che avrebbe potuto anche non esserci, poiché l’evento era determinato dai nostri incontri, divertiti ma non carnascialeschi.

Le immagini rimaste sono come la cenere che si deposita dopo un incendio.

Insomma, per me non si trattava di fare una “nuova arte” ma di trovare la forza e il coraggio di formulare un interrogativo grande come il mondo.

Marcella Campagnano, fotografa e femminista. 

L’invenzione del femminile. Ruoli (1974-80) dettaglio. Stampe in gelatina d’argento, cartone decorato.


#unadonnalgiorno

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