“Ho cercato una pagina di verità, ma non l’ho trovata.”
Nancy Pelosi, speaker della Camera dei Rappresentanti dal 2007 al 2011 e di nuovo dal 2019 al 2023, è stata la prima donna nella storia statunitense a guidare un partito al Congresso e a occupare la terza carica dello stato, subito dopo il presidente e il vicepresidente nell’ordine di successione.
Nata col nome di Nancy Patricia D’Alesandro a Baltimora, il 26 marzo 1940, ultima di sei figlie e figli di Annunziata Lombardi, arrivata a Ellis Island da Fornelli, in provincia di Isernia, nel 1912, e di Thomas D’Alesandro Jr., figlio di un immigrato abruzzese, che è stato deputato al Congresso per dieci anni e poi sindaco di Baltimora per quattro mandati.
È cresciuta nella Little Italy di Baltimora, in una famiglia di cattolici democratici che l’ha introdotta alla politica fin da bambina. A soli dodici anni ha partecipato alla sua prima convention nazionale del Partito Democratico, aiutando il padre a smistare la corrispondenza elettorale e a tenere aggiornata la rete di favori politici del quartiere.
Ha completato gli studi liceali all’Institute of Notre Dame di Baltimora e si è laureata in scienze politiche al Trinity College di Washington nel 1962, dove ha conosciuto Paul Pelosi, che ha sposato l’anno successivo assumendone il cognome.
Dopo un periodo a New York, dove il marito lavorava come banchiere, la coppia si è trasferita a San Francisco, in California, città in cui Nancy Pelosi ha cresciuto i cinque figli nati nei primi anni di matrimonio e in cui ha iniziato a fare volontariato per il Partito Democratico locale, distinguendosi presto come organizzatrice ed efficace raccoglitrice di fondi.
Ha scalato le gerarchie del partito fino a diventare presidente del Partito Democratico della California, e nel 1987, a quarantasette anni, è stata eletta per la prima volta alla Camera dei Rappresentanti, per l’ottavo distretto della California, quello di San Francisco, incarico che ha mantenuto ininterrottamente per il resto della sua carriera parlamentare.
Nel 2002 è diventata leader dei democratici alla Camera, prima donna nella storia degli Stati Uniti a guidare un gruppo parlamentare di un grande partito, e nel gennaio 2007, dopo la vittoria democratica alle elezioni di midterm, è stata eletta speaker della Camera, la prima donna a ricoprire questa carica dalla fondazione del Congresso.
Ha guidato la Camera una seconda volta a partire dal 2019, in piena epoca Trump, ed è proprio in quegli anni che ha compiuto il gesto per cui è oggi più ricordata a livello internazionale: il 4 febbraio 2020, durante il discorso sullo Stato dell’Unione, mentre Donald Trump ha tenuto per novanta minuti quello che è apparso più un comizio elettorale che un resoconto istituzionale, Nancy Pelosi ha strappato platealmente, pagina dopo pagina, la copia del discorso ricevuta in anticipo, davanti alle telecamere di tutto il mondo, oscurando totalmente le parole del presidente e i commenti dei suoi sostenitori.
Il gesto non è arrivato dal nulla: poco prima, all’inizio della serata, Nancy Pelosi aveva teso la mano al presidente, che non l’aveva stretta, girandosi in fretta verso l’aula senza salutarla, e per tutta la durata del discorso le telecamere l’hanno inquadrata più volte mentre scuoteva la testa e commentava con espressione critica le parole del presidente.
Appena uscita dall’aula, ai giornalisti che le chiedevano conto del gesto, ha risposto di aver cercato una pagina di verità nel discorso senza riuscire a trovarla, aggiungendo che si era trattato “della cosa cortese da fare, considerate le alternative”.
Il giorno dopo, in una riunione a porte chiuse con i parlamentari democratici, ha definito il discorso “un manifesto di menzogne“, dicendo ai colleghi che Trump aveva “stracciato la verità” e che per questo lei aveva stracciato il suo discorso.
Ha lasciato la guida del gruppo democratico alla Camera nel 2023, restando comunque in Congresso, e nel novembre 2025 ha annunciato che non si sarebbe ricandidata al termine del mandato in corso.
Una donna che ha avuto il coraggio di dissentire pubblicamente e di sfidare, nella sua stessa aula, l’uomo che ricopriva la carica più importante del pianeta.















