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Sophia Goudstikker fotografa lesbica e femminista dell’Ottocento

Sophia Goudstikker 1894

Sophia Goudstikker, fotografa tedesca pioniera del femminismo vissuta tra il 1800 e 1900.

Ha testimoniato con le sue immagini e il suo inarrestabile attivismo, la necessità di ridefinire gli spazi destinati alle donne. Lesbica dichiarata, con una fisicità ostentatamente mascolina, sfidava le convenzioni del tempo. Capelli corti, abiti comodi e di foggia maschile, ha posto le basi di una nuova visione della donna, libera dagli stereotipi dell’epoca vittoriana.

È stata la prima donna non sposata in Germania a ottenere una licenza per la fotografia e la prima a cui è stato permesso di discutere dei casi per minori in un tribunale.

Nata a Rotterdam, in Olanda, il 15 gennaio 1865, dopo due anni si trasferì con la famiglia a Amburgo, in Germania. A Dresda frequentò la scuola d’arte dove conobbe Anita Augspurg, pioniera del femminismo tedesca che le aprì lo sguardo portandola alla consapevolezza della posizione subalterna che ricoprivano le donne.

Insieme decisero di aprire, a Monaco, uno studio fotografico, un’attività tutta al femminile, primo caso in assoluto nel paese. Nacque così, nel 1887, il mitico Atelier Elvira, fucina del movimento femminista tedesco.

Lo studio divenne ben presto un luogo di incontro per le avanguardie, si fecero fotografare personaggi come Isadora Duncan, la Granduchessa di Lussemburgo, Rainer Maria Rilke e altri reali, artisti e intellettuali.

Il lavoro nell’atelier delle due donne andava di pari passo con il loro impegno femminista.

Il loro sodalizio, però, non durò a lungo e Sophia Goudstikker si ritrovò a dirigere lo studio da sola, aiutata prima da sua sorella Nora e poi dalla giovane fotografa Emma Uibleisen.

La crisi dovuta alla Prima Guerra mondiale portò alla chiusura dell’attività.

L’edificio Liberty turchese e viola che ospitava lo studio, con una tartaruga e un drago in rilievo sulla facciata, venne distrutto nei bombardamenti della Seconda Guerra mondiale e oggi, purtroppo, non esiste più.

Con la sua pratica omosessuale disinvolta e libera, Sophia Goudstikker ha ispirato i personaggi di ben tre libri del tempo: Hans nel libro di Lou Andreas-Salomé L’erotismo. L’umano come donna; lei in Lei e Lui di Frieda von Bülow e Box ne Il terzo sesso di Ernst von Wolzogen.

Libera, emancipata e ribelle, si è battuta per dare alle donne la possibilità di accedere agli studi universitari e farle avanzare negli ambiti sociali e artistici.

Il suo attivismo si mosse verso la parità economica e legale, fondò uno studio legale e fu molto apprezzata nel dibattere cause per minori in tribunale, per le quali non serviva la laurea.

In questi anni di lotte, si legò a un’altra importante figura femminile, Ika Freudenberg, protagonista di tante battaglie emancipazioniste. La loro relazione e il loro sodalizio intellettuale durò per tutto il resto della sua vita. È morta a Monaco il 20 marzo 1924.

Sophia Goudstikker ha dato un notevole contributo alla pratica femminista in Germania. Ha portato avanti il concetto di comunità di donne. Il suo studio era il luogo della libertà di genere, le sue stesse immagini testimoniavano il tentativo di andare oltre gli stereotipi e il binarismo imposti dalla società.

Una donna che ha osato sfidare la mentalità del tempo, lo sguardo lungimirante e le idee chiare sulla società che desiderava. Un grande esempio di cultura, concretezza e determinazione.

#unadonnalgiorno

 

 

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