“Se voi, uomini ashanti, non volete andare avanti, allora ci penseremo noi donne. Lotteremo contro i bianchi finché sul campo di battaglia non cada l’ultima di noi“.
Yaa Asantewaa, regina madre di Ejisu, nell’impero Ashanti, è stata l’unica donna della storia asante a guidare in prima persona un esercito in guerra.
Nata intorno al 1840 a Besease, nell’attuale Ghana, era figlia di Ata Po e di Kwaku Ampoma. Dedita alla coltivazione dei campi intorno a Boankra, era entrata in un matrimonio poligamico con un uomo di Kumasi, da cui aveva avuto una figlia.
Il fratello, Nana Akwasi Afrane Okpase, era diventato capo di Edwesu, l’odierna Ejisu, e l’aveva scelta come regina madre, carica prestigiosa che comportava la custodia dello Sgabello d’Oro, il compito di consigliare il re Ashanti e quello di scegliere i candidati alla successione al trono. Durante il regno del fratello, la Confederazione Ashanti aveva attraversato una serie di crisi, tra cui una guerra civile tra il 1883 e il 1888.
Alla morte del fratello, nel 1894, aveva esercitato il proprio diritto di regina madre nominando come nuovo capo di Ejisu il proprio nipote. Quando gli inglesi lo avevano mandato in esilio alle Seychelles, nel 1896, insieme al re Prempeh I e ad altri membri del governo asante, era diventata reggente del distretto di Ejisu-Juaben.
Dopo l’esilio di Prempeh I, il governatore britannico della Costa d’Oro, Frederick Hodgson, aveva preteso la consegna dello Sgabello d’Oro, simbolo della nazione asante. La richiesta aveva portato a una riunione segreta dei membri superstiti del governo asante a Kumasi, durante la quale, davanti all’esitazione dei capi presenti, Yaa Asantewaa aveva pronunciato il discorso che l’avrebbe resa leggendaria, per poi impugnare un fucile e sparare un colpo in aria, a dimostrazione della propria determinazione a combattere.
Alcuni sovrani regionali l’avevano scelta come comandante delle forze in guerra: primo e unico caso, nella storia asante, di una donna investita di quel ruolo. Al comando di un esercito di circa cinquemila combattenti, a partire dal marzo del 1900 aveva guidato l’assedio al forte britannico di Kumasi, dove le truppe coloniali si erano rifugiate. Dopo alcuni mesi, il governatore della Costa d’Oro aveva inviato un contingente di millequattrocento soldati per soffocare la rivolta.
È stata l’ultima delle guerre anglo-asante e la più sanguinosa. Più di duemila combattenti asante e circa mille soldati britannici persero la vita nei sei mesi di conflitto. Il primo gennaio 1902 gli inglesi avevano annesso formalmente il territorio, trasformando l’impero Ashanti in un protettorato della corona britannica.
Lo Sgabello d’Oro, tuttavia, non era mai stato consegnato agli inglesi: al governatore britannico era stata data una copia falsa, mentre il vero simbolo della nazione era rimasto nascosto. Nel 1920 un gruppo di operai delle ferrovie lo aveva scoperto e profanato. Il popolo asante li aveva condannati a morte secondo la propria legge tradizionale, ma le autorità britanniche li avevano invece fatti espellere dalla colonia prima dell’esecuzione.
Durante i combattimenti, Yaa Asantewaa e un gruppo dei suoi consiglieri più stretti erano stati catturati e mandati anch’essi in esilio alle Seychelles.
Si è spenta il 17 ottobre 1921, in esilio, alle Seychelles.
Tre anni dopo la sua morte, il 17 dicembre 1924, al re Prempeh I e agli altri membri della corte asante in esilio era stato concesso di tornare in patria e il sovrano si era assicurato che anche i resti di Yaa Asantewaa venissero rimpatriati per ricevere una degna sepoltura reale.
Il sogno di libertà dal dominio coloniale britannico che aveva animato Yaa Asantewaa si è realizzato il 6 marzo 1957, con la dichiarazione d’indipendenza del Ghana, prima nazione dell’Africa occidentale a ottenerla.
Nel 1960 le è stata intitolata, a Kumasi, una scuola secondaria femminile. Nel 2000, in occasione del centenario della guerra, le è stato dedicato un museo, andato distrutto in un incendio nel 2004. A Londra, dal 1986, un centro culturale afro-caraibico porta il suo nome, e nel 2024 il British Museum ha esposto, nella propria galleria africana, un dipinto a lei dedicato.
Yaa Asantewaa è rimasta nella storia come la donna che ha combattuto per la libertà della propria nazione, ha preso in mano un fucile e un esercito in un ruolo che nessun’altra donna asante aveva mai ricoperto. La sua eredità resta un simbolo, in Ghana e ben oltre i suoi confini, della resistenza del mondo nero e africano contro il colonialismo.















