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Rafeef Ziadah poeta e attivista palestinese

Rafeef Ziadah poeta palestinese

Rafeef Ziadah è una poeta palestinese che vive a Londra.

Attivista per i diritti civili fa parte del comitato nazionale palestinese per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS). È nella coalizione contro l’apartheid israeliano a Toronto che organizza, tra le altre attività, la settimana israeliana dell’apartheid, che si svolge in più di 150 città e campus in tutto il mondo. Ha aiutato a guidare molte delle iniziative che chiedono il boicottaggio accademico e culturale di Israele fino a quando non aderirà alle richieste di concessione dei diritti dei palestinesi, rispettando il diritto internazionale.

È nata a Beirut, in Libano, nel 1979 da una famiglia di rifugiati palestinesi. Ha iniziato a scrivere da giovanissima. È cresciuta in Tunisia. Ha frequentato la York University di Toronto

Nel 2009 Ziadah ha pubblicato il suo primo album di poesie recitate, Hadeel, sovvenzionato dall’Ontario Arts Council e dedicato ai giovani palestinesi, che ancora pilotano aquiloni di fronte ai bombardieri F16, che ricordano ancora i nomi dei loro villaggi in Palestina e ascoltano il suono di Hadeel su Gaza. 

Le sue letture dal vivo offrono una commovente miscela di poesia e musica. Da quando ha pubblicato il suo primo album, si è esibita in diversi paesi leggendo i suoi potenti versi che parlano di donne, guerra, esilio e razzismo.

È stata scelta per rappresentare la Palestina alle Olimpiadi dei Poeti del South Bank Center nel 2012. Nello stesso anno, si è esibita al World Village Festival a Helsinki.

Nell’estate del 2014, ha scritto per The Guardian in merito agli attacchi a Gaza e al movimento per il boicottaggio dello stato di Israele.
La sua poesia “Insegniamo la vita, signore“, scritta in seguito alla guerra israeliana di Gaza del 2008-2009, con una performance del 2011 è diventata virale in tutto il mondo.
Il testo ha anche ispirato una mostra fotografica che ha avuto luogo all’interno del Parlamento scozzese dal titolo “We Teach Life: The Children of the Occupation“.
Le parole che declama con tanta bellezza e grazia vanno dritte al cuore. Sono più potenti di qualsiasi arma, ha scritto di lei Angela Davis.
Rafeef Ziadah tiene regolarmente seminari in molti paesi del mondo. Le sue poesie sono ispirate a storie vere di palestinesi che vivono sotto l’occupazione israeliana e in esilio.

Corpi massacrati in televisione, le Nazioni Unite non hanno mai fatto niente. E nessun morso sonoro che può venirmi in mente, non importa quanto il mio inglese diventi buono, li riporterà in vita.

L’ultimo album fonde la sua poesia con la musica originale composta da Phil Mansour. Il lavoro si avvale della collaborazione di importanti musicisti. È stata lanciata una campagna di crowdfunding per sostenerne le fasi finali della produzione che ha raccolto molte donazioni per assicurarsi che queste narrazioni, in gran parte assenti nel mainstream occidentale, possano essere ascoltate.

Le poesie e la musica sono state scritte in diversi anni, tre guerre, due assedi, troppi confini e molte proteste e linee di picchetti. Spero che catturino anche un assaggio dell’amore e della resilienza di molti che insegnano la vita con un sorriso deciso ogni giorno.

Ogni poesia è una storia vera basata su conversazioni avute con palestinesi e rifugiati/e in diverse parti del mondo. Il tema ricorrente è la narrazione faziosa che i media mondiali usano nei confronti dei palestinesi, ma ci sono poesie che toccano diversi argomenti come le difficoltà alle frontiere, le migrazioni e il razzismo in Europa e nel Nord America verso i rifugiati.

Oggi più che mai credo che abbiamo bisogno di un movimento per isolare il regime di Israele alla maniera dell’apartheid sudafricano. Dal momento che la cosiddetta ‘comunità internazionale’ sembra non conoscere le condizioni in cui vivono i palestinesi, l’unica opzione rimasta sono i boicottaggi, disinvestimenti e le sanzioni che aiutano a educare sulla realtà del regime di oppressione israeliano contro i palestinesi.

Il governo del Regno Unito sta minando i diritti civili e la democrazia locale per proteggere Israele da critiche e responsabilità, sostiene.

Rafeef Ziadah ha recentemente lanciato una call, tramite i suoi social, in cui cerca donne palestinesi che vogliano contribuire ad un video patchwork per il suo ultimo progetto.

#unadonnalgiorno

 

 

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