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Charlotte Despard paladina dei diritti umani

Charlotte Despard paladina dei diritti umani

La pace della sottomissione è la pace della morte.

Charlotte Despard scrittrice e nobildonna inglese che ha lottato per i diritti delle donne, dei bambini e di lavoratori e lavoratrici.

Nata nel 1844, ha da subito dimostrato lo spirito ribelle e combattivo che l’avrebbe contraddistinta, a 10 anni era già scappata di casa lamentando di non  ricevere la stessa istruzione del fratello, ufficiale dell’esercito e alto rappresentante del re in Irlanda, di cui sarebbe poi diventata avversaria politica durante le proteste contro la prima guerra mondiale e per l’indipendenza dell’Irlanda. 

Sua madre dopo sette gravidanze e una vita rinchiusa in casa, era stata mandata in un manicomio. Questo grave evento deve aver fortemente influito sulle future scelte della giovane Charlotte.

La sua vita pubblica e il suo attivismo cominciarono a 45 anni, quando rimase vedova. Iniziò a dedicarsi alla carità, rimase sconvolta dalle misere condizioni di vita degli ultimi, cosa che le segnò l’esistenza e determinò la sua decisione di andare a vivere in mezzo alle persone che aiutava, abitò per 20 anni nelle periferie dove lavorava perché tutti e tutte avessero da mangiare.

Nel 1899 aprì una mensa per i bambini. Sette anni dopo, grazie al suo esempio, il governo inglese autorizzerà il primo servizio mensa nelle scuole.
Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo si avvicinò alla politica, incontrando le principali figure e i principali movimenti sociali dell’epoca, ispirando e rimanendo ispirata dai personaggi che incontrava, del calibro di Gandhi, lottando duramente per la concessione del voto alle donne.

L’età di Charlotte Despard avanzava, ma la sua energia rimaneva sempre la stessa, e non ebbe paura di affrontare il carcere più volte, la prima volta che le accadde aveva 65 anni. Aveva semplicemente partecipato a una marcia pacifica verso il Parlamento di Londra.

Nel 1907 fondò la Women’s Freedom League, la Lega per la Libertà delle Donne, che divenne una delle tre principali organizzazioni per il suffragio del tempo.

Fece un viaggio di 5 mesi per le campagne inglesi con delle amiche in un caravan per diffondere il messaggio dell’emancipazione.

Venivamo salutate in questi distretti con un’ostilità e una violenza che quasi terrorizzava chi non era abituata. Urlavano, ci tiravano uova marce, frutta e ortaggi rovinandoci i vestiti, e delle oscenità irripetibili offendevano le nostre orecchie. Tornavamo sempre il giorno dopo ovunque avevamo incontrato violenza. E quasi sempre scoprivamo che il nostro pubblico era attento.

Le donne inglesi nel 1918 ottennero il diritto di voto.

In quegli anni c’erano state anche le guerre coloniali e la prima guerra mondiale, che Charlotte Despard contestò duramente, lottato contro l’arruolamento obbligatorio degli uomini. Formò gruppi di donne pacifiste, con le quali realizzò piccoli ospedali e mense per poveri.

Per il suo coraggio e attivismo contro le ingiustizie, alla soglia dei 90 anni, un gruppo di fascisti bruciò e rase al suolo la sua casa.

Visse gli ultimi anni della sua vita a Dublino, dove continuò a lottare fino all’ultimo istante al fianco dei repubblicani, tornando anche in prigione, e a manifestare apertamente contro i fascismi nascenti in Europa. A 91 anni anche il suo primo libro di poesie: “Alla luce dell’alba rossa“.

Morì all’età di 95 anni, più giovane che mai.

Charlotte Despard è un nome sparito dalla storia ma c’è un uomo che l’ha conosciuta senza dimenticarla: Gandhi. Erano i primi anni del 1900. E Gandhi e si trovava a Londra nel periodo in cui le suffragette attuavano le loro proteste. In prigione avevano iniziato lo sciopero della fame e vari atti di disobbedienza.

Fu estremamente colpito da questo movimento, e in particolare da Charlotte Despard.
Ho fatto lunghe chiacchierate con lei a Londra e l’ammiro fortemente. Apprezzo molto il suo essere portavoce della resistenza spirituale”, scrisse di lei.

Al suo ritorno in India, il Mahatma scrisse un articolo rivolto ai suoi compatrioti: “Gli uomini indiani si sottometteranno all’oppressione o cercheranno di emulare la forza delle donne inglesi e si sveglieranno?”.

Grazie all’esempio delle suffragette, e forse di Charlotte stessa, intuì inoltre che era imperativo coinvolgere anche le donne nel suo movimento, metterle in prima fila nelle sue campagne di non violenza.

La storia per la libertà dall’oppressione è stata vinta nel mondo anche grazie alle gesta di una femminista vegetariana quasi centenaria chiamata Charlotte Despard.

#unadonnalgiorno

 

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