Ceren Güneş era il nome di battaglia scelto da Özge Aydın, medica e militante rivoluzionaria turca, caduta nella resistenza contro l’invasione turca del Rojava nel novembre 2019.
Membro del Comitato Centrale del Partito dei Comunardi Rivoluzionari (DKP) e comandante nel Battaglione Internazionale della Libertà, ha combattuto su diversi fronti della guerra siriana, incluse le battaglie che hanno portato alla sconfitta militare dello Stato Islamico nella regione, prima di morire sulla linea di Serêkaniyê-Tel Tamir, difendendo il progetto politico curdo di autogoverno del Rojava, fondato anche sulla piena partecipazione delle donne alla lotta armata e alla vita politica.
Era nata in una famiglia turca nella provincia di Muğla e si era laureata in medicina all’Università Hacettepe, ricevendo un incarico come medica nella provincia di Ağrı, nell’est della Turchia. Aveva scelto di non presentarsi a quell’incarico, rifiutando la carriera che il sistema le offriva per abbracciare invece la militanza rivoluzionaria.
Ceren Güneş ha preso parte, negli anni successivi, a diversi fronti della guerra in Siria: ha combattuto nella battaglia di Manbij e ha ricoperto un ruolo di comando nel Battaglione Internazionale della Libertà durante la battaglia di Raqqa, contribuendo alla campagna che ha sconfitto militarmente lo Stato Islamico nella regione.
Il 9 ottobre 2019 la Turchia ha lanciato un’offensiva militare contro il Rojava, l’amministrazione autonoma curda del nord-est della Siria; Ceren Güneş si è schierata sulla linea del fronte di Serêkaniyê-Tel Tamir, dove è caduta il 3 novembre 2019, accanto al compagno Demhat (Kerem Pehlivan), militante del Partito Comunista Marxista-Leninista di Turchia (MLKP).
Le organizzazioni curde e la rete internazionalista che ne hanno raccolto la memoria l’hanno definita una comandante sempre presente sul fronte, capace di non perdere mai, nemmeno nei momenti più duri della guerra, il proprio entusiasmo rivoluzionario e il proprio sorriso.
Il DKP l’ha ricordata così:
“Non è venuta qui per morire, ma non ha esitato ad affrontare la morte. È venuta per i suoi sogni, portando con sé la sua esperienza rivoluzionaria. La morte non fermerà i suoi sogni. I giovani turchi dovrebbero trasformare in realtà gli ideali rivoluzionari di questa donna coraggiosa“.














