Essere femminista è come essere incinta. Lo sei o non lo sei
Chimamanda Ngozi Adichie è la scrittrice nigeriana più letta e citata della narrativa e della saggistica femminista contemporanea.
È autrice di romanzi tradotti in oltre cinquanta lingue e di testi come Dovremmo essere tutti femministi, diventati riferimenti globali del dibattito sul genere.
Nata il 15 settembre 1977 a Enugu, è cresciuta a Nsukka, quinta di sei figli in una famiglia di etnia igbo. La madre, Grace Ifeoma, è stata la prima donna a diventare registrar all’Università della Nigeria e il padre, James Nwoye Adichie, insegnava statistica della stessa università.
Ha frequentato per un anno e mezzo la facoltà di medicina, occupandosi anche della redazione della rivista studentesca The Compass, prima di trasferirsi, a diciannove anni, negli Stati Uniti dove ha studiato comunicazione e scienze politiche, laureandosi summa cum laude alla Eastern Connecticut State University. Ha proseguito la propria formazione con un master in scrittura creativa alla Johns Hopkins University e un secondo master in African Studies a Yale.
Ha esordito nel 2003 con il romanzo L’ibisco viola, che le ha fatto vincere il Commonwealth Writers’ Prize, per poi affermarsi definitivamente nel 2006 con Metà di un sole giallo, ambientato durante la guerra civile nigeriana del Biafra, con cui ha vinto l’Orange Prize for Fiction, in seguito ribattezzato Women’s Prize for Fiction, che nel 2020 lo ha eletto anche “Winner of Winners” tra tutti i vincitori del premio.
Nel 2008 ha ricevuto una borsa della Fondazione MacArthur, il cosiddetto “genius grant“.
Ha pubblicato la raccolta di racconti Quella cosa intorno al collo nel 2009 e nel 2013 il romanzo Americanah, storia di un’emigrazione tra Nigeria, Stati Uniti e Regno Unito, che le è valso il National Book Critics Circle Award.
Nel 2012 ha tenuto il discorso TEDx “We Should All Be Feminists“, diventato uno dei video più visti e condivisi legati al movimento femminista contemporaneo e poi trasformato, nel 2014, nel saggio omonimo pubblicato in Italia come Dovremmo essere tutti femministi.
Nel 2017 ha pubblicato Cara Ijeawele, un manifesto femminista in quindici suggerimenti scritto sotto forma di lettera per un’amica che le aveva chiesto consigli su come crescere sua figlia in modo femminista.
Nel 2021 ha affrontato la perdita del padre nel saggio Notes on Grief, e ha firmato, con lo pseudonimo Nwa Grace-James, il libro per l’infanzia Mama’s Sleeping Scarf.
Nel marzo 2025 è tornata al romanzo con Dream Count, che intreccia le vite di quattro donne, tra cui una scrittrice di viaggi nigeriana bloccata negli Stati Uniti durante la pandemia.
Vive tra la Nigeria e gli Stati Uniti.
Femminista è chi dice: c’è un problema con il modo in cui pensiamo al genere e dobbiamo risolverlo, dobbiamo fare meglio.















