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Deena Mohamed

Deena Mohamed graphic designer egiziana

Deena Mohamed, illustratrice, graphic novelist e designer egiziana.

È la creatrice di Qahera super eroina femminista con l’hijab che lotta contro patriarcato, misoginia e islamofobia.

La sua coraggiosa presa di posizione, ha attirato l’attenzione dei grandi media internazionali tanto che nel 2017, il Washington Post, l’ha presentata come una delle cinque donne che stanno migliorando il mondo per la Giornata Internazionale della Donna.

Deena Mohamed è nata nel 1995, ha iniziato a disegnare da bambina, sui cartoni delle sigarette del nonno.

Aveva diciotto anni quando ha pubblicato per la prima volta la webcomic Qahera, in cui la protagonista, combatte contro i problemi sociali affrontati dalle donne nel mondo arabo. Nelle sue strisce critica le molestie sessuali, la polizia corrotta, i religiosi retrogradi e anche il femminismo occidentale. 

La serie, iniziata quasi per scherzo e postata per la prima volta su Tumblr nel 2013, presto è diventata un fenomeno virale con milioni di visualizzazioni.

Deena Mohamed che era un’adolescente durante la Primavera del 2011, partecipa, ragiona e fa della sua professione un modo di parlare di argomenti che ancora necessitano di forti riflessioni e prese di posizione. La politica di genere non può essere separata dal suo lavoro creativo, e questa giovane artista porta avanti le sue idee e le trasforma in opera divulgativa.

La sua prima graphic novel è stata Shubeik Lubeik, trilogia bilingue (inglese e arabo) che ha vinto il Gran Premio del Cairo Comix Festival (2017.)

La protagonista, Aziza, fa un viaggio in un immaginario Egitto moderno, dove i desideri sono venduti per le strade chiusi in bottiglia, maggiore è il loro prezzo più alta sarà la probabilità di realizzarlo.

Originariamente pubblicata in arabo, è stata, successivamente, tradotta in inglese e altre lingue.

Il suo lavoro è stato presentato in mostre in tutto il mondo.

Nel 2018 ha illustrato una campagna per Harassmap, app sul consenso contro stalking e violenza di genere.

Ha successivamente prestato la sua opera per The Center for Applied Human Rights, dell’Università di New York.

Nel 2019 ha ricevuto una borsa di studio McDowell per la letteratura.

Ha anche collaborato con enti e prestigiose società come Google, UN Women, Mada Masr e altre.

È stata artista residente nel mese di luglio 2021 all’Arab American Museum.

Usa di preferenza la lingua inglese per denunciare l’islamofobia e l’arabo per parlare di femminismo.

Predilige progetti che coinvolgono lo sviluppo della comunità, la consapevolezza e la sensibilizzazione  e anche libri per bambini.

 

#unadonnalgiorno

 

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