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Harriet Tubman eroina abolizionista

Harriet Tubman

Harriet Tubman, attivista politica e abolizionista scappata dalla schiavitù aiutò migliaia di persone a fuggire verso la libertà.

Nata nel Maryland  in una famiglia in schiavitù col nome di Araminta Ross, tra il 1820 e il 1825 (la data precisa non è certa) prese il cognome del marito nel 1844 e cambiò il suo nome in Harriet.

A sei anni venne venduta come schiava per la prima volta. Lavorò in varie piantagioni e si ammalò a causa delle pessime condizioni in cui la facevano vivere. Subì brutali pestaggi e dopo vari tentativi di fuga, riuscì, nel 1849 a fuggire definitivamente.

Nonostante fosse riuscita a scappare, rischiò la vita e la sua libertà per tornare negli Stati Uniti del sud per ritrovare la sua famiglia e aiutare tante persone a fuggire dalla schiavitù.

Collaborò con le Underground Railroad, rete segreta di abolizionisti che garantivano tratte e rifugi sicuri per uomini e donne schiave e in ​​fuga verso i paesi in cui potevano vivere in libertà. Divenne conduttrice e in 11 anni fece tanti viaggi per salvare centinaia di persone. Le strade non erano sicure, i pericoli ovunque, si spostavano soltanto di notte per poter sfuggire ai controlli. Cantava la canzone “Go Down Moses” tradizionalmente intonata dai reggimenti neri dell’esercito dell’Unione per farsi identificare col gruppo di persone che stava conducendo e per lanciare segnali di pericolo. Forse per questo venne chiamata ‘Mosè’ che divenne il suo nome in codice nell’organizzazione nata per affrancare le vite nere dalla schiavitù. Viaggiava sempre con una pistola che non aveva timore di usare soprattutto per spaventare e farsi rispettare.

Nella guerra di secessione, Harriet Tubman lavorò come infermiera su campo per le truppe dell’Unione. Ha continuato a lavorare come guida su terreni accidentati, fornendo informazioni vitali al colonnello Montgomery.

È stata la prima donna a condurre un attacco armato durante la guerra civile americana.

Dopo la guerra andò a vivere a Auburn, New York, dove era riuscita a comprare un appezzamento di terreno dove ospitò e si prese cura di molte persone bisognose oltre che della propria famiglia.

Enorme fu il suo contributo per l’abolizione della schiavitù e la salvezza di tante vite.

Sebbene impegnata attivamente nella guerra, non le venne mai riconosciuto uno stipendio o una pensione e visse i suoi ultimi anni in povertà.

Nella maturità, fu anche attiva nelle lotte per il voto alle donne, tenne discorsi per tutti gli Stati Uniti. 

Ferrea e determinata nei suoi principi nonostante una salute cagionevole dovuta anche alle percosse subite e alla vita di stenti, soffriva di convulsioni  collegate a un vecchio trauma cranico inflittole da ragazzina. La sua figura era avvolta da un’aura di mistero e grande rispetto per le sue gesta e parole.

Morì di polmonite nel 1913.

La temeraria dedizione di Harriet Tubman per abbattere la schiavitù è stata grande fonte di ispirazione per leader e attivisti/e per i diritti civili.

La sua vita è stata celebrata in libri, film, spettacoli, monumenti commemorativi.

È stata la prima donna afroamericana effigiata su un francobollo. 

Nel 2014 le è stato dedicato un asteroide. Nel 2015, la sua effigie venne proposta sulle banconote da 20 dollari; Trump si era opposto, ma il nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, appena eletto ha dichiarato che le nuove banconote stampate avranno il suo volto. Sarà così la prima donna nera su una banconota negli Stati Uniti.

Una figura incredibile, leggendaria, pioniera della lotta per i diritti civili. Una donna indomita che non ha mai smesso di mettersi al servizio del prossimo rischiando tutto, la salute, la libertà, la vita.

#unadonnalgiorno

 

 

 

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