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Liv Strömquist fumettista femminista

Liv Strömquist fumettista femminista svedese
Liv Strömquist tänker på dej Unga Dramaten 2013 Regi: Ada Berger Scenografi och kostym: Daniel Åkerström-Steen

Liv Strömquist è la più nota fumettista svedese. È anche una popolare conduttrice radiofonica di programmi satirici.

Attivista, si occupa di tematiche femministe e politiche di accoglienza. Nel 2016 ha conseguito un dottorato honoris causa dalla Malmö University.

È nata il 3 febbraio del 1978 a Lund in Svezia. Ha iniziato a disegnare fumetti a 7 anni. Dopo la Laurea in Scienze Politiche si è dedicata alle politiche sull’immigrazione e, nello specifico, alla condizione della donna.

La sua ambizione era scrivere libri che parlassero di questi temi, e ha ben presto capito che il disegno, che è diventato la sua professione, è il suo strumento di comunicazione più naturale. Ha ricevuto vari premi e le sue pubblicazioni sono state tradotte in vari paesi.

Il suo primo albo a fumetti è Hundred Percent Fat del 2005. È una raccolta di storie brevi in cui criticando le norme educative, affronta in maniera semplice e divertente le relazioni tra i sessi, il femminismo e la politica.

Il primo lavoro pubblicato in Italia, nel 2018, è stato I sentimenti del principe Carlo. Uno studio sociologico e storico sull’economia emotiva nelle relazioni eterosessuali il cui titolo prende spunto da una risposta di Carlo d’Inghilterra all’annuncio del suo fidanzamento con Diana. Alla domanda se fosse innamorato, l’uomo rispose esitante: «Sì, qualunque sia il significato della parola amore».

Tramite le storie di personaggi noti, l’autrice ci spiega come la società in cui viviamo produca stereotipi di genere che, a partire dall’immaginario, determinano i nostri comportamenti.

Ha disegnato nel fumetto un personaggio che la rappresenta con cui smonta l’idea di amore romantico così come lo intendiamo oggi e sottolinea la differenza tra amore e dipendenza.

Il frutto della conoscenza, racconta la visione del corpo femminile dal punto di vista storico, affrontando secoli di pregiudizi e di oppressione sessuale. Un lungo viaggio a ritroso per analizzare come la cultura e la scienza abbiano influenzato la visione della sessualità femminile e di conseguenza l’immagine della donna. Ci parla di sessualità, mestruazioni e molto altro con irriverenza, infrange tanti tabù e pregiudizi, cita filosofi, sociologi e aneddoti storici ma anche episodi di vita quotidiana, per rendere più chiari concetti che sono sotto i nostri occhi e di cui spesso non siamo nemmeno consapevoli.

Il suo scopo è infrangere il silenzio sul corpo delle donne e sulle loro vite all’interno della società di appartenenza. Perché, se una cosa non viene nominata, non viene vista, non esiste.

Il disegno le serve per chiarire e semplificare i concetti che vuole esprimere. Il suo tratto è semplice, istintivo e di immediata percezione, l’uso del bianco e nero è intervallato a un cromatismo irreale e vivace, per certi tratti,  infantile.

Lavora anche sulla lingua per dimostrare come questa influisca sulla percezione delle donne. Il linguaggio, con le sue regole, influenza e modella la conoscenza della realtà.

I’m Every Woman contiene una rassegna di figure femminili rimaste all’ombra dei mariti famosi, pur avendo molto contribuito al loro successo.

Liv Strömquist spiega come il mito dell’amore porti le donne a credere che solo in un rapporto di coppia potranno essere felici e sentirsi sicure di loro stesse, citando Toni Morrison: «L’idea dell’amore romantico è una delle cose più distruttive nella storia del pensiero umano».

La rosa più rossa si schiude, del 2019, è il suo ultimo lavoro. Grazie a riferimenti filosofici e sociologici, demolisce con ironia la trappola del self-empowerment, del fare sempre meglio, per non rinchiudere l’amore nelle stesse logiche dell’economia capitalista, per cui l’oggetto d’amore è la voce di un catalogo che si pretende sia perfetto e impeccabile.

Attraverso il suo importante lavoro, Liv Strömquist ci invita a liberarci dai condizionamenti sociali e culturali. Il suo approccio femminista offre un punto di vista per tutti coloro che vogliono guardare il mondo senza pregiudizi, liberandosi da abitudini talmente consolidate da essere diventate invisibili.

La sua narrazione ironica e profonda riflette sul passato per definire un ideale di convivenza più aperto e sereno.

#unadonnalgiorno

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