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Lucy Lameck eroina dell’indipendenza in Tanzania

Lucy Lameck politica tanzaniana

Recentemente c’è stato un grande dibattito a Berlino per cambiare il nome di una strada nel  multiculturale quartiere di Neukölln. Una battaglia vinta che vedrà al posto del nome di un governatore coloniale ritenuto responsabile di omicidi di massa e devastazioni in Africa, quello dell’attivista e politica Lucy Lameck: eroina dell’indipendenza, prima donna a ricoprire un incarico ministeriale nel governo e prima deputata della Tanzania indipendente nel 1960.

Lucy Selina Lameck Somi nacque nel 1934 vicino al quartiere del Kilimanjaro nel territorio britannico del Tanganica (l’odierna Tanzania).

La sua famiglia era politicamente attiva nella lotta anticoloniale, ospitarono anche Julius Nyerere, che diverrà il primo presidente della Tanzania, nei primi anni del suo attivismo politico.

Lucy Lameck frequentò la Kilema Catholic Mission School diplomandosi, poi, come infermiera, nel 1950. Non voleva lavorare nel sistema medico coloniale britannico perché discriminatorio e si impiegò segretaria. Tra il 1955 e il 1957, lavorava per la Kilimanjaro Native Cooperative Union, in quegli anni ha iniziato a occuparsi di politica. Era a capo della sezione femminile dell’Unione Nazionale Africana del Tanganica (TANU). Il suo impegno politiche le fece vincere a una borsa di studio del Trades Union Congress per studiare politica al Ruskin College di Oxford.

Mentre si trovava nel Regno Unito, ha parlato alla East Africa House di Londra. Ha successivamente completato un semestre presso la Western Michigan University, negli Stati Uniti. Sponsorizzata dalla sorellanza del Delta Sigma Theta, ha condotto un tour delle comunità afroamericane negli Stati Uniti nel 1960, per indagare sulle differenze economiche tra gli Stati Uniti e il Tanganica.

Ritornata in patria, è entrata per la prima volta nell’Assemblea nazionale del Tanganica nel 1960, prima di essere eletta all’Assemblea nazionale della Tanzania nel 1965. Ad eccezione del 1975-1980, ha continuato a detenere un seggio fino alla sua morte. Tra il 1962 e il 1965 è stata Segretaria parlamentare per le cooperative e lo sviluppo comunitario, il primo incarico ministeriale ricoperto da una donna in Tanzania.

Nelle prime elezioni della repubblica nel 1965, si era candidata e aveva vinto un seggio all’Assemblea nazionale, ricoprendo il doppio incarico di Vice Ministra per le cooperative e lo sviluppo comunitario tra il 1965 e il 1970 e di Vice Ministra della salute tra il 1967 e il 1972.

Morta il 21 marzo 1993 per una malattia renale, ebbe funerali di stato a cui parteciparono varie autorità.

Ha lavorato per tutta la vita per migliorare la condizione femminile, viene considerata un grande esempio per le donne in Tanzania.

L’Africa non è povera, ha valore, ha ricchezze, ha cultura, ha persone, ha agricoltura, ha animali, minerali, ci sono milioni e milioni di tonnellate di carbone, ferro e altri minerali che non siamo ancora riusciti a trovare i mezzi per esplorare, sfruttare e elaborare a nostro vantaggio. Usare la parola povertà condiziona il pensiero delle persone, ci si trasferisce altrove per cercare migliori opportunità, portando via l’economia africana. Così un paese diventa povero, quando si esportano le risorse umane. Il popolo tanzaniano manca di conoscenza, si deve investire in questo per poter iniziare a parlare di reale indipendenza.
#unadonnalgiorno

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