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Rosi Braidotti filosofa femminista

Rosi Braidotti filosofa femminista

Rosi Braidotti filosofa e teorica femminista del post-umanesimo.

Di nazionalità italiana e australiana, risiede stabilmente nei Paesi Bassi.

Ha portato il femminismo postmoderno nell’era dell’informazione con le sue considerazioni sul cyberspazio, sulle protesi e sulla materialità della differenza.

Nata a Latisana, in provincia di Udine, il 28 settembre 1954 ha vissuto in Italia fino al 1970. Si è poi trasferita coi genitori in Australia, dove si è laureata all’Università di Canberra nel 1977.

Ha un dottorato in filosofia preso nel 1981 alla Sorbonne di Parigi. Gli anni trascorsi nella capitale francese sono stati cruciali per la sua formazione filosofica e esistenziale: vi ha conosciuto Foucault, Barthes, Simone de Beauvoir e Luce Irigary, ma soprattutto Gilles Deleuze con il quale ha dato vita a un duraturo sodalizio teorico. A Parigi ha incontrato anche il femminismo e la psicoanalisi che hanno influenzato totalmente il suo pensiero e i suoi interessi.

Nel 1988, a soli trentaquattro anni e prima in Europa, ha ottenuto la prestigiosa cattedra di Women’s Studies all’Università di Utrecht, in Olanda e di cui oggi è Eminente Docente (Distinguished University Professor).

Nel 1995 ha fondato e diventata direttrice della Netherland Research School of Women’s Studies, incarico mantenuto fino al 2005.

Rosi Braidotti è una delle fondatrici degli studi di genere in Europa, l’iniziatrice di network europei come ATHENA e NOISE e una delle femministe teoriche più significative.

Il 3 marzo 2005 è stata insignita del titolo di Cavaliera Reale dalla regina Beatrice dei Paesi Bassi; nell’agosto 2006 ha ricevuto la Medaglia Universitaria dall’Università di Lodz in Polonia; ha ricevuto due lauree honoris causa in filosofia dall’università di Helsinki e di di Linköping, in Svezia. Nel 2009 è stata eletta Honorary Fellow dell’Australian Academy of the Humanities.

La sua opera esercita una significativa influenza sul femminismo di terza generazione.

Gli studi di Rosi Braidotti si situano all’intersezione tra la teoria sociale e politica, le politiche culturali, la teoria femminista e di genere e gli studi etnici.

Il suo lavoro interdisciplinare può essere suddiviso in tre punti focali: soggettività contemporanea, teorie femministe e convergenza postumana.

Poiché i confini dell’elemento umano stanno diventando sempre più sfumati, attraverso le nostre vite digitali, le tecnologie riproduttive e gli alimenti geneticamente modificati, la questione di cosa significhi essere umani sta prendendo una nuova svolta. Nasce quindi la necessità di rivalutare l’umanesimo e le discipline umanistiche. La filosofa, osservando da vicino questi sviluppi, propone modi nuovi e affermativi di produrre conoscenza e costruire comunità.  

Al cuore della ricerca c’è la valenza positiva della differenza, in quanto modalità di superamento della dialettica. Il suo pensiero mette a fuoco l’ambivalenza sistematica che struttura le rappresentazioni culturali del mondo che abitiamo: globalizzato, tecnologicamente mediato, meticcio, attraversato da differenze di genere.

Si chiede cosa occorra per produrre rappresentazioni culturali e politiche capaci di far fronte alle sfide di un mondo in rapido cambiamento.

Rosi Braidotti sostiene una visione alternativa della soggettività, dell’etica e delle differenze contro la deriva post-modernista del relativismo culturale. Attraverso il suo lavoro, afferma e dimostra l’importanza di combinare preoccupazioni teoretiche e impegno attivo per produrre un pensiero capace di contribuire a cambiare il mondo.

Ci presenta le nuove forme di neoumanesimo cosmopolita che emergono dallo spettro degli studi postcoloniali, così come dall’analisi di genere e dall’ambientalismo.

La sfida della condizione postumana consiste nel cogliere l’opportunità di determinare un nuovo collante sociale e costruire una nuova comunità, perseguendo insieme sostenibilità e responsabilizzazione.

In tutto il suo lavoro, Rosi Braidotti afferma e dimostra l’importanza di combinare le preoccupazioni teoriche con un serio impegno a produrre borse di studio socialmente e politicamente rilevanti che contribuiscono a fare la differenza nel mondo. 

Figura fondamentale nella scena culturale europea e internazionale, è una pensatrice originale nell’ambito della filosofia femminista, dell’epistemologia, del post strutturalismo e della psicoanalisi. I suoi lavori sono stati tradotti in più di 20 lingue.

Rosi Braidotti è una protagonista d’eccellenza della filosofia contemporanea. Le sue teorie hanno contribuito a formare diverse generazioni.

#unadonnalgiorno

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