cinema

Ursula Meier

Ursula Meier regista svizzera

Ursula Meier è una regista e sceneggiatrice svizzera.

Nata a Besançon, il 24 giugno 1971, si è laureata in Arti Visive in Belgio e ha iniziato lavorando come assistente di Alain Tanner nella seconda metà degli anni ’90.

Il suo esordio come regista è stato nel 1994 con il cortometraggio A corps perdu girato con il regista Cedrìc Havenith.

Nel 1996 è stata aiuto-regista sul set di Fourbi di Alain Tanner, è del 1999 il suo secondo cortometraggio Sleepless, seguito dal documentario Autour de Pinget.

Nel 1998 ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Festival International du Court Métrage de Clermont-Ferrand e il Gran Premio Internazionale al Toronto Film Festival.

Nel 2001 ha abbandonato il registro drammatico per avvicinarsi alla commedia, con il cortometraggio Table manners che le è valso altri premi.

Nel 2003 ha scritto e diretto un film per la tv, per poi recitare nella commedia A stupid boy.

Il suo primo lungometraggio è stato Home, con Isabelle Huppert, del 2008, in cui racconta le vicissitudini di una famiglia che vive in un villino isolato situato nei pressi di un’autostrada chiusa, che con loro grande sorpresa e preoccupazione sta per essere riaperta, con tutte le spiacevoli conseguenze del caso. Il film, venne presentato durante la Settimana Internazionale della Critica al Festival di Cannes 2008. Ha ricevuto la candidatura ai Premi César 2009 nella categoria migliore opera prima, e ottenuto la nomination per la migliore fotografia e migliore scenografia.

Nel 2012 Ursula Meier ha fatto parte della giuria della selezione ufficiale della 69ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Nello stesso anno, con Sister ha ricevuto una menzione speciale per l’Orso d’argento al Festival di Berlino e rappresentato la Svizzera nell’ambito dei film proposti per l’Oscar 2013 al miglior film straniero. Ha ricevuto una candidatura ai Premi Lumière 2013 (miglior film francofono) e una agli Independent Spirit Awards 2013 come miglior film straniero.

Ammiratrice di Jane Campion e Robert BressonUrsula Meier ama riprendere tanto i paesaggi della terra quanto quelli dell’anima.

La sua visione attiene soprattutto agli spazi,  geometrie che si modellano nei movimenti dei corpi e delle emozioni, distanze o avvicinamenti, un contrappunto tra esterni e interni in cui si materializzano i sentimenti.

La Ligne, ultima fatica presentata in concorso al Festival di Berlino 2022 con Valeria Bruni Tedeschi è la storia di tre sorelle, una madre e una distanza forzata.

Un ritratto tutto al femminile in tensione rispetto a ciò che lo circonda e ai ruoli imposti, la linea è per la protagonista un punto da cui ricominciare imparando a esprimersi diversamente nel mondo, oltre i fantasmi infantili, con uno sguardo che sa ridefinire la realtà.

La grandezza di questa intensa regista sta nella sua abilità nell’analizzare la profonda ambivalenza dei legami emotivi. Esplora una vasta gamma di distanze flessibili in una miscela di emozioni istintive, cose non dette, sguardi e confini, visibili e invisibili.

 

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