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Alice Lex-Nerlinger, la fotografa delle operaie

Alice Lex-Nerlinger

Alice Lex-Nerlinger è stata una fotografa, pittrice, grafica e illustratrice tedesca esponente dell’avanguardia politico-artistica di orientamento proletario-rivoluzionario della Repubblica di Weimar.

Nacque col nome di Alice Pfeffer a Berlino il 29 ottobre 1893. Studiò pittura e grafica presso l’istituto del Museo di Arti Decorative dove conobbe Oskar Nerlinger, anch’egli artista, che sposò nel 1918.

Ha cominciato a esporre le sue opere quando era ancora una studentessa. Nella Berlino degli anni ’20 in pieno fermento artistico e culturale, Alice Lex-Nerlinger ha sperimentato diversi stili e tecniche alla ricerca del proprio mezzo espressivo politicamente efficace.

Nel 1927 si iscrisse al partito comunista e divenne parte attiva del Bund revolutionärer Künstler (Associazione degli artisti visivi rivoluzionari), che usava l’arte come arma nella lotta di classe. È stato in quel periodo che ha iniziato a disegnare manifesti politici.

Per distinguere la sua produzione artistica da quella del marito, assunse lo pseudonimo neutro Lex

Nelle sue fotografie, era la classe operaia a essere ritratta, in particolare le donne.

È stata un’esponente di spicco della Neues Shehen – la Nuova Visione – corrente fotografica d’avanguardia internazionale. La sua ricerca era incentrata su ritratti femministi della classe lavoratrice, famosissima la serie Working Women del 1928.

Ha usato straordinariamente anche la tecnica del fotomontaggio. Il suo famoso Lavoro! Lavoro! del 1928, illustra la vita quotidiana del proletariato anonimo che, nel suo immaginario, è senza volto. Sono inquadrate quindi mani sporche che mangiano un pezzo di pane, un cronometro nella mano guantata di cuoio del capitalista che scandisce il ritmo, i pugni degli operai in una composizione a spirale.

La sua foto del 1931, Bild Paragraph 218, una provocazione alla proibizione dell’aborto, esposta alla Mostra d’Arte di Berlino, fu fatta rimuovere in quanto offensiva e venne ripresa dal movimento femminista negli anni ’70. Nell’opera le donne non sono mostrate come vittime ma come gruppo che lotta con solidarietà e spinge una croce gigante per rovesciarla.

Durante il nazismo Alice Lex-Nerlinger e suo marito vennero più volte arrestati, subirono perquisizioni domestiche, venne esclusa dalla Camera delle Belle Arti del Reich e le fu impedito di esporre.

Distrusse parte del suo lavoro che continuò a fare in segreto e si trasferì in Italia.

Tornata in patria dopo la guerra, prese parte alla prima Mostra d’Arte Tedesca a Berlino Est.

Divenne una nota grafica e ritrattista nella DDR. Per i suoi lavori entrava nelle fabbriche concentrandosi sulla condizione dei lavoratori e delle lavoratrici. Ha lavorato fino al giorno della sua morte avvenuta il 21 luglio 1975.

La maggior parte delle sue opere, soprattutto prima della guerra, è andata distrutta e la sua figura è stata rivalutata soltanto grazie all’accurata ricerca della storica dell’arte femminista statunitense Rachel Epp Buller, che ha curato la sua prima retrospettiva nel 2016.


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