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Angelica Balabanoff

Angelica Balabanoff

Non è socialismo quello che riduce gli uomini a sudditi.

Angelica Balabanoff, politica, rivoluzionaria e giornalista di origine ucraina, è stata un’influente protagonista del socialismo internazionale del primo Novecento.

Ha diretto l’edizione dell’Avanti! dal 1930, il giornale che ha rappresentato il punto di riferimento dell’antifascismo delle persone fuoriuscite dall’Italia.

È stata lei ad aver introdotto un giovane e sconosciuto Benito Mussolini al socialismo e sempre lei, anni dopo, a chiederne l’espulsione dal partito quando lui aveva abbracciato la deriva interventista.

Nata a Černigov, in Ucraina, il 4 agosto 1877, era l’ultima dei sedici figli e figlie di un ricco proprietario terriero ebreo. Molto presto aveva sviluppato un profondo disagio verso i propri privilegi di classe, tanto che, ancora molto giovane, aveva lasciato la Russia.

Trasferitasi a Bruxelles, aveva studiato filosofia, sociologia ed economia, abbracciando il marxismo attraverso gli scritti di Georgij Plechanov. La sua formazione era proseguita in Germania, dove divenne amica di Rosa Luxemburg e Clara Zetkin, e poi a Roma, dove aveva seguito le lezioni di Antonio Labriola ed era entrata in contatto con il socialismo italiano, al quale sarebbe rimasta legata per il resto della vita.

Stabilitasi in Svizzera, aveva organizzato il movimento delle lavoratrici emigrate e fondato il giornale Su, compagne. Fu lì che conobbe il giovane Benito Mussolini che era diventato suo allievo. Lo aveva aiutato a trovare lavoro, gli aveva insegnato il francese e il tedesco, introducendolo nei circoli socialisti. Un legame durato un decennio. Quando il futuro duce divenne direttore dell’Avanti!, pose come condizione che fosse lei a fare da segretaria di redazione, coprendo per lui gli articoli più spinosi e assumendosi le responsabilità che lui preferiva evitare.

La loro intesa si era spezzata quando Mussolini, nell’ottobre del 1914, si era schierato a favore della guerra e Angelica Balabanoff aveva appoggiato senza esitazioni la sua espulsione dal partito e dalla direzione del giornale.

Negli anni della guerra, si era dedicata a ricucire l’internazionalismo socialista lacerato dal conflitto, organizzando le conferenze di Zimmerwald e Kienthal contro l’intervento.

Dopo la rivoluzione d’ottobre, aveva aderito al partito bolscevico, e nel 1919 Lenin la volle prima segretaria del comitato esecutivo della Terza Internazionale. Dopo che si fu scontrata più volte con Grigorij Zinov’ev sui metodi spregiudicati della dirigenza sovietica, decise di lasciare ogni incarico, e alla fine del 1921 abbandonò la Russia per sempre, nonostante il tentativo di Lenin di dissuaderla.

Visse a lungo in esilio, tra Vienna e Parigi, mantenendo i contatti con il socialismo italiano e dirigendo di nuovo l’Avanti!.

Nel 1936 si trasferì negli Stati Uniti, dove trascorse un decennio a scrivere e a tenere conferenze contro il fascismo, componendo anche le sue memorie e una biografia critica di Mussolini.

Tornata in Italia dopo la Liberazione, nel 1947, aveva aderito alla scissione socialdemocratica di Palazzo Barberini, restando fedele a quelle idee fino alla fine.

Si è spenta a Roma il 25 novembre 1965.

Angelica Balabanoff ha contribuito a formare il giovane Mussolini e lavorato al fianco di Lenin, rompendo con entrambi per restare fedele solo alle proprie idee.

Definita “socialista senza patria”, la sua patria è stata l’umanità, prima donna a ricoprire il ruolo di segretaria dell’Internazionale socialista, non cercava gloria né potere ma solo di costruire ponti. Il suo cosmopolitismo non è stato un vezzo intellettuale ma un programma politico. Credeva che il socialismo non potesse fermarsi davanti ai confini, perché l’ingiustizia non conosce dogane.

Ha passato la sua intera vita in prima linea, per poi essere quasi dimenticata dalla stessa storia che ha contribuito a scrivere.

La verità non è mai stata più necessaria di quanto lo sia oggi. La storia è stata falsificata senza vergogna.

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